Il 19 marzo il Commissario per l’Ambiente Janez Potocnik ha partecipato a
un importante seminario a Bruxelles volto a sostenere gli Stati membri che segnano ritardi nella
gestione sostenibile dei rifiuti. L’obiettivo è di contribuire a
ottimizzare le politiche nazionali di gestione dei rifiuti con tabelle di marcia personalizzate e raccomandazioni pratiche incentrate su un’efficace applicazione della legislazione UE in materia. Sono intervenute al seminario la Bulgaria, la Repubblica ceca, l’Estonia, la Grecia, l’Italia, la Lituania, la Lettonia, la Polonia, la Romania e la Slovacchia. L’agenzia europea dell’ambiente (AEA) ha inoltre pubblicato un’analisi approfondita dei traguardi raggiunti negli ultimi decenni nel quadro delle politiche di gestione dei rifiuti dell’UE.
Ogni anno ogni
cittadino europeo produce oltre 500 chili di rifiuti urbani, di cui un terzo finisce direttamente in discarica. Mentre alcuni Stati membri gestiscono in maniera produttiva queste risorse ricorrendo al riciclaggio o al compostaggio di circa il 60% dei rifiuti urbani, altri Stati membri non sono altrettanto virtuosi. Nonostante i progressi significativi raggiunti in tutta l’UE nella gestione dei rifiuti e nell’applicazione della legislazione in materia, in molti Stati membri, per non dire in tutti, è necessario andare oltre.
Le tabelle di marcia evidenziano la necessità di usare strumenti economici per m
igliorare la gestione dei rifiuti urbani, ad esempio con tasse e divieti relativi allo smaltimento in discarica e all’incenerimento, sistemi di responsabilità del produttore e incentivi per la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti (ad es. sistemi che adottano il principio del “paghi quanto butti”). Le tabelle di marcia raccomandano inoltre di
puntare sul miglioramento del monitoraggio e delle statistiche, sull’incremento del tasso di raccolta differenziata, su una migliore governance, sull’aggiornamento delle strategie di gestione dei rifiuti e su misure volte a una maggiore sensibilizzazione dei cittadini.
Nei documenti si indica inoltre che
gli investimenti futuri nella gestione dei rifiuti dovrebbero dare priorità alla prevenzione, al riutilizzo, al riciclaggio e al compostaggio, ossia le opzioni più accreditate nella gerarchia dei rifiuti stabilita nel quadro della direttiva quadro sui rifiuti. La raccomandazione fa eco al
quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, che introduce condizioni ex ante nel contesto dei fondi strutturali dell’UE in base a cui i progetti da finanziare devono essere in linea con la gerarchia dei rifiuti e aiutare gli Stati membri a rispettare gli obiettivi giuridicamente vincolanti dell’UE, come l’obiettivo di un tasso di riciclaggio del 50% per i rifiuti urbani.