La Direzione regionale per la Campania di INAIL ha diffuso una ricerca sui rischi per la sicurezza dei lavoratori del settore bufalino, di cui la regione possiede oltre il 75% della produzione nazionale della mozzarella di bufala.
Il settore
Il settore bufalino si pone
all’interno di quello agricolo che è fra i più a rischio infortuni e impegna per lo più lavoratori stranieri, oltre ad essere caratterizzato da una certa complessità: dalla
elevata specializzazione dei processi produttivi alla coesistenza in un unico sito aziendale di diversi sistemi di coltivazione e/o di allevamento, fino alla più recente coesistenza con attività di diversificazione quali la vendita diretta in azienda, le attività turistiche e didattiche; tutte attività che aumentano le interazioni e i soggetti potenzialmente coinvolti.
Il progetto ha coinvolto
un gruppo ampio di enti e istituzioni quali I.R.Fo.M, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, A.N.A.S.B. – Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina, Camera di Commercio di Caserta, Ebiagri-Agricoltura Ente Paritetico Nazionale per Agricoltura e florovivaisti: tutti enti che hanno portato un contributo specifico nella valutazione delle possibili patologie connesse al lavoro con animali, i loro ambienti di vita, le implicazioni derivanti dalla trasformazione dei prodotti di origine animale.
Le prassi realizzate
INAIL riporta il tentativo di costruzione di
buone prassi in materia, attraverso visite aziendali e Focus Group con gli allevatori di bufale, cercando sinergie e soluzioni condivise per sensibilizzare e informare le imprese e gli addetti ai lavori sul tema della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro.
“Dopo una prima fase di incontri con gli addetti del settore, sono stati realizzati in lingua italiana e inglese dei poster da affiggere nelle aziende rappresentativi dei rischi specifici del settore, utilizzando vignette e disegni per semplificarne la comprensione. Si sono poi svolti incontri per presentare agli allevatori e ai lavoratori i risultati del progetto con l’intento di migliorare le procedure di lavoro in ottica di prevenzione” scrive
INAIL.
Il contenuto della Guida
Interessante sfogliare i contenuti della Guida che si articola in
una prima Analisi del contesto di lavoro, e passa poi ad esaminare le caratteristiche del sistema produttivo ed in particolare si pone l’accento sulle
zoonosi (un gruppo di malattie infettive trasmissibili dagli animali all’uomo e viceversa) e i rischi per i lavoratori (spesso sottovalutati). Un capitolo a parte riguarda l’allevamento delle bufale ed i rischi in stalla (in particolare da movimentazione di animali con schede di buone prassi sulla Stalla, Sala Mungitura, Box per il parto animali e la gestione dei tori). Come anticipato la Guida analizza anche
le attività complementari che si svolgono in altri locali (per la preparazione della razione alimentare, per la conservazione degli alimenti) e le operazioni di pulizia degli stessi (stoccaggio del locale, uso di fitofarmaci, contatto con agenti chimici e allergizzanti e altri rischi dell’allevamento (che afferiscono a circolazione mezzi, trasporto animale, caduta dall’alto) con focus su DPI e alcune raccomandazioni sulla formazione dei del personale e degli stessi allevatori.
Chiudono la Guida
due FOCUS GROUP, un metodo di intervista di gruppo non strutturato con partecipanti omogenei dal punto di vista delle loro caratteristiche sociali e culturali: nel primo caso si è trattato di un incontro svolto a Caserta l’8 giugno con aderenti all’ANASB, ovvero l’associazione nazionale degli allevatori di specie bufaline, nel secondo caso, un incontro svoltosi a Capaccio il 20 giugno con aziende medio grandi della provincia di Salerno.
Il Fenomeno infortunistico
INAIL ha proprio di recente diffuso i dati circa
l’evoluzione del fenomeno infortunistico nell’ultimo trimestre del 2017, riassumendo la tendenza annuale dell’anno scorso: tra gennaio e dicembre del 2017 le denunce d’infortunio pervenute all’Inail sono state 635.433
in diminuzione di 1.379 casi rispetto allo stesso periodo del 2016 (-0,2%): a calare gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro (-0,7%).
Alla diminuzione delle ha contribuito in modo decisivo anche la gestione
Agricoltura, che ha fatto segnare
un calo del 5,2% (1.848 casi in meno).
Quanto ai
casi mortali: i dati rilevati al 31 dicembre del 2016 e del 2017 evidenziano
un aumento di 16 casi mortali (da 841 a 857) nella gestione Industria e servizi (+1,9%) e di
otto casi (da 133 a 141) in Agricoltura (+6,0%).
Per le
malattie professionali si registra un generico calo nel 2017 sono state 58.129, 2.200 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016 (-3,7%); per il settore
Agricoltura si registra
una diminuzione dei casi ( -1.303 casi, da 12.590 a 11.287), seguita dall’Industria e servizi (-898 casi, da 47.034 a 46.136) e dal Conto Stato (-17 casi, da 723 a 706).
Info:
Sicurezza e salute sul lavoro nel settore bufalino INAIL gennaio 2017