Un nuovo quesito sulla rivista Antincendio riguarda gli impianti antincendio ad idranti. Un Professionista chiede chiarimenti sull’uso del “Tubo di Pitot” in carenza di requisiti impiantistici previsti dall’ultima edizione della norma UNI 10779. Risponde l’Ing. Sandro Marinelli, Presidente Associazione M.A.I.A.
In qualità di Professionista Antincendio, in fase di rinnovo periodico di conformità antincendio, sono incaricato della verifica della efficienza e funzionalità di impianti fissi di estinzione incendi ad idranti che risultano:
In carenza dei suddetti requisiti impiantistici previsti dall’ultima edizione della norma UNI 10779, ritengo sufficiente utilizzare il “Tubo di Pitot”, certificato dal costruttore, rilevare la pressione residua alla lancia di erogazione e calcolare la portata sulla base delle tabelle annesse al certificato di prova che fanno riferimento al diametro dell’ugello della lancia.
Chiedo cortesemente Vs. parere in merito alla metodologia di cui sopra.
Ovviamente, mancando i requisiti previsti dalla UNI 10779 così come evidenziato dal lettore, non resta altro che verificare le “prestazioni” dell’impianto, rilevando i valori residui della pressione alla lancia di erogazione e calcolare la portata secondo quanto indicato.
Non si può fare altro. La metodologia usata è corretta.