07.11.25
Quali sono le competenze del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, così ribattezzato dal Governo Meloni?
Di cosa si occupano i suoi due organi di riferimento, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica – CITE (già previsto nel Codice Ambiente) ed il neo-costituito Comitato interministeriale per le politiche del mare CIPOM?
Ecco cosa cambia con il Testo del decreto-legge 11 novembre 2022, n. 173 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 264 dell’11 novembre 2022), coordinato con la legge di conversione 16 dicembre 2022, n. 204!
Con DECRETO-LEGGE 11 novembre 2022, n. 173 in vigore dal 12 novembre 2022, il Governo riordina le attribuzioni dei Ministeri: oltre a cambiare il nome di alcuni Ministeri, riattribuisce alcune competenze.
Ci concentriamo sul Ministero dell’Ambiente e sui due organi che si occupano rispettivamente di transizione ecologica e politiche del mare.
Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica conserva le sue funzioni originarie ed aggiunge la competenza in “sicurezza energetica”. Fra le competenze aggiuntive, il Ministero dovrà provvedere alla individuazione e attuazione delle misure atte a garantire la sicurezza, la flessibilità e la continuità degli approvvigionamenti di energia.
Come svolge le sue competenze? Attraverso il CITE, organo già previsto e regolato nel D.Lgs. n.152/2006 e ora ampliato nella sua composizione e nei suoi compiti.
Il CITE è il Comitato interministeriale per la transizione ecologica – (definito in art. 57-bis del Codice Ambiente, modificato dall’art.11 del DL 173/22), un organo
Il CITE approva il Piano per la transizione ecologica e, ora anche per la sicurezza energetica» e aggiunge tre nuove competenze a quelle previste dall’art. 57-bis .
Il Decreto 173/2022 modifica il D ECRETO LEGISLATIVO 30 luglio 1999, n. 303 (Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) inserendo un nuovo articolo (Art. 4-bis) sulle “Politiche del mare” che prevede l’istituzione del Comitato interministeriale per le politiche del mare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
In base al nuovo art. 4-bis del DLgs. 303/1999, il CIPOM coordina, indirizza e promuove l’azione del Governo con riferimento alle politiche del mare ed ha il compito di assicurare, ferme restando le competenze delle singole amministrazioni, il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare.
Provvede anche alla elaborazione e approvazione del Piano del mare, con cadenza triennale e monitora l’attuazione del Piano (entro il 31 maggio 2022 deve presentare una Relazione annuale sullo stato di attuazione), lo aggiorna annualmente in funzione degli obiettivi conseguiti e delle priorità indicate anche in sede europea e adotta le iniziative idonee a superare eventuali ostacoli e ritardi.
Il CIPOM fornisce indirizzi strategici in
Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato per le politiche del mare, ove nominato, ed è composto dalle Autorità delegate per le politiche europee, le politiche di coesione e il coordinamento del PNRR, ove nominati, e dai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della difesa, dell’economia e delle finanze, delle imprese e del made in Italy, della agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, dell’ambiente e della sicurezza energetica, delle infrastrutture e dei trasporti, della cultura e del turismo e per gli affari regionali e le autonomie. Al Comitato partecipano gli altri Ministri aventi competenza nelle materie oggetto delle tematiche poste all’ordine del giorno. I Ministri possono delegare a partecipare un vice Ministro o un Sottosegretario.
Alle riunioni del CIPOM, quando si trattano materie che interessano le regioni e le province autonome, partecipano il presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome o un presidente di regione o di provincia autonoma da lui delegato e, per i rispettivi ambiti di competenza, il presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e il presidente dell’Unione delle province d’Italia (UPI). Può essere invitato a partecipare alle riunioni del Comitato, con funzione consultiva, ogni altro soggetto ritenuto utile alla completa rappresentazione degli interessi coinvolti e delle questioni trattate.