25.07.25
In Gazzetta europea la “Direttiva (UE) 2024/1275 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, sulla prestazione energetica nell’edilizia“, nota come Direttiva Energy energy performance of buildings Directive (EPDB) in Italia ribattezzata Direttiva “Case verdi”.
La Direttiva EPBD o Direttiva “Case Verdi” rappresenta una delle direttive centrali del Green Deal europeo: rappresenta una delle direttive centrali del Green Deal europeo.
Ha l’obiettivo di rivendicare l’indipendenza energetica dell’Europa, in linea con il piano REPowerEU, riducendo l’uso di combustibili fossili importati fino al loro abbandono e di raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica e triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030, come concordato con i partner globali in occasione della COP28. L’adozione della Direttiva EPBD contribuirà all’entrata in vigore della legislazione “Pronti per il 55%” e contribuirà a ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030.
Secondo la Commissione europea, gli edifici sono responsabili di circa
Attualmente circa il 35 % degli edifici dell’UE ha più di 50 anni e quasi il 75 % del parco immobiliare è inefficiente sotto il profilo energetico. Allo stesso tempo, il tasso medio annuo di ristrutturazione energetica è solo del 1 % circa.
La Direttiva definisce il quadro che consente agli Stati membri di ridurre le emissioni e il consumo energetico negli edifici in tutta l’UE, dalle abitazioni e dai luoghi di lavoro alle scuole, agli ospedali e ad altri edifici pubblici. Ciò contribuirà a migliorare la salute e la qualità della vita delle persone.
La direttiva riveduta fissa obiettivi ambiziosi per ridurre il consumo energetico complessivo degli edifici in tutta l’UE, tenendo conto delle specificità nazionali. Lascia nelle mani degli Stati membri quali edifici indirizzare e quali misure adottare. Stimolerà la domanda di tecnologie pulite prodotte in Europa e creerà posti di lavoro, investimenti e crescita.
Ciascuno Stato membro dovrà
In base alla Direttiva, tutti gli edifici residenziali e non residenziali di nuova costruzione devono avere zero emissioni in loco da combustibili fossili,
La direttiva rafforzata contiene nuove disposizioni per eliminare progressivamente i combustibili fossili dal riscaldamento negli edifici e promuovere la diffusione di impianti solari, tenendo conto delle circostanze nazionali.
Pertanto dal 2025 le caldaie uniche a combustibili fossili non potranno più ricevere sostegno pubblico: non viene fissata una data limite per l’installazione di nuove caldaie a combustibili fossili, ma gli Stati membri potranno stabilire i requisiti per i generatori di calore sulla base delle emissioni di gas serra, del tipo di combustibile utilizzato o di una minima parte dell’energia rinnovabile usata per il riscaldamento.
Gli attestati di prestazione energetica (APE), strumento essenziale per valutare le prestazioni dei nostri edifici saranno più chiari e affidabili: la Direttiva prevede un modello comune a tutti i 27 Stati membri dell’UE in cui figurano una serie di indicatori relativi all’energia e alle emissioni di gas serra, più altri indicatori facoltativi (ad esempio sui punti di ricarica o sulla presenza di controlli fissi per la qualità dell’aria interna). Ne trarranno vantaggio proprietari, acquirenti e locatari, istituti finanziari e autorità pubbliche.
Gli attestati riveduti utilizzeranno una scala comune da A a G, in cui la classe A corrisponde agli edifici a emissioni zero e la G a quelli con le prestazioni peggiori in ciascun paese. Gli edifici restanti sono distribuiti tra le altre classi a livello nazionale
La Direttiva mira ad assicurare:
Lo scopo della revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia è di
La Direttiva Case verdi richiede:
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