17.11.25
L’uso delle reti di sicurezza nel settore delle costruzioni in Italia, contrariamente ad altre parti del mondo, è poco diffuso. Eppure la rete di sicurezza appartiene alla categoria dei dispositivi di protezione collettiva, di rango superiore rispetto ai dispositivi di protezione individuale per la caduta dall’alto.
La rete di sicurezza contro le cadute dall’alto è, secondo la normativa tecnica, una rete sostenuta da una fune sul bordo, da altri elementi di supporto (intelaiatura di sostegno, fune tirante, ganci, ecc.) o da una combinazione di questi, progettati per fermare la caduta dall’alto di persone e oggetti.
In base alla grandezza della maglia (IM) e valori caratteristici dell’energia che può agire (EA), le reti di sicurezza sono classificate nelle seguenti quattro categorie:
A seconda dell’uso, invece, le reti di sicurezza si suddividono in quattro sistemi (o tipologie):
Nella tabella 1 per ogni sistema di rete si sintetizza l’uso a cui è destinato.

Tabella 1. Esemplificazione dell’uso dei diversi sistemi di reti di sicurezza.
Le reti di sicurezza sono realizzate in fibre sintetiche idrorepellenti, normalmente poliammide o polipropilene, senza nodi o con nodi ad alta tenacità di tenuta. Per l’uso e la manutenzione della rete di sicurezza è necessario attenersi alle indicazioni del fabbricante. La manutenzione deve essere effettuata da parte di personale qualificato.
La commercializzazione delle reti di sicurezza non è sottoposta all’obbligo della marcatura CE, in quanto non esiste una direttiva di prodotto.
Le reti prodotte nel rispetto della Norme EN 1263 e UNI 11808 hanno presunzione di conformità. La designazione di una rete di sicurezza, conforme alla EN 1263-1 o UNI 11808-1, deve riportare le seguenti informazioni:
Il corretto montaggio di una rete di sicurezza prodotta conformemente alla normativa tecnica è un problema cruciale. Le norme EN 1263-2 e UNI 11808-2 forniscono indicazioni generali per il corretto montaggio. Tuttavia, gli scenari di cantiere rendono spesso difficoltoso il loro uso.
Per esempio, per l’installazione delle reti di sicurezza del sistema S è necessario che:
Una possibile applicazione della rete di sicurezza è nella realizzazione di solai in latero cemento, dove sino alla posa di travetti e pignatte permane il rischio di caduta dall’alto verso l’interno della costruzione.
In questi casi, essendo ovviamente l’altezza di potenziale caduta dall’alto superiore a 2 metri, la legislazione dispone l’obbligo di adozione di idonee opere provvisionali o, quando queste non sono realizzabili, di dispositivi di protezione individuale contro la caduta dall’alto.
In questi casi si pone il problema prioritario di individuare gli elementi strutturali a cui applicare la rete di sicurezza. In molti casi sia in letteratura tecnica che nella pratica quotidiana si ritiene, inappropriatamente, che le opere provvisionali di banchinaggio e di casseratura possano essere utilizzate allo scopo. Nella realtà i punti di ancoraggio della rete di sicurezza a tali opere, normalmente la testa dei puntelli in metallo o in legname, non resistono al carico di 6 kN, che ha una non indifferente componente orizzontale.
L’uso delle reti di sicurezza in Italia è ancora piuttosto limitato.
Spesso si preferisce privilegiare l’impiego di sistemi individuali contro la caduta dall’alto, come nella realizzazione di edifici destinati ad attività produttive, in luogo delle più appropriate protezioni collettive.
La diffusione dei sistemi prefabbricati anche per la realizzazione delle tipologie residenziali e per il terziario pone all’attenzione degli addetti ai lavori la possibilità dell’uso, accanto ai parapetti provvisori, delle reti di sicurezza contro le cadute dall’alto, dato che i ponteggi metallici fissi non sono in questi casi un’opzione percorribile a causa delle interferenze che determinano con la movimentazione dei componenti prefabbricati da montare.
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[1] Ambiente & Sicurezza sul Lavoro, n.4 – luglio|agosto 2023, Appunti di salute e sicurezza del cantiere, pp. 104-108, EPC Editore.