17.11.25
Stress sul lavoro e rischi per la salute mentale nel settore edile: il 46 % dei lavoratori del settore edile dell’UE è esposto a forti pressioni in termini di tempistiche e a un carico di lavoro superiore alla norma. Eppure, nel settore vige un tabù nell’affrontare questa problematica dovuto alle caratteristiche stesse del contesto di lavoro e del tipo di lavoratori che impegnano il mondo delle costruzioni, ad alto rischio su altri fattori di pericolo.
Lo riporta l’ultima relazione «Mental health in the construction sector: preventing and managing psychosocial risks in the workplace» (Salute mentale nel settore edile: prevenzione e gestione dei rischi psicosociali sul luogo di lavoro) dell’EU-OSHA che individua il problema e anche le strategie più adeguate per prevenirlo e combatterlo.

Il settore edile impiega circa 18 milioni di persone nell’UE e i posti di lavoro sono fisicamente e mentalmente impegnativo indipendentemente dal livello di abilità. Infatti, il 46% dei lavoratori edili dell’UE sono esposti a gravi pressioni di tempo e sovraccarico di lavoro.
Il numero delle PMI nel settore è elevato, con il 95% delle aziende che impiegano meno di 20 dipendenti (CESE, 2022). Pertanto, i vincoli organizzativi possono inibire gli sforzi per gestire i rischi psicosociali e tutelare il benessere mentale dei lavoratori.
Nel complesso, il settore delle costruzioni mostra una minore sensibilità alla salute mentale rispetto ad altri settori economici, con il 71% delle imprese di costruzione riluttanti a farlo apertamente discutere questioni psicosociali (EU-OSHA, 2022c).
Lo studio Eu-OSHA esamina le evidenze esistenti in materia di salute mentale nei contesti edili e fornisce indicazioni su come affrontare queste problematiche attraverso tanti esempi di buone pratiche.
Scrive Eu-OSHA nella ricerca che la natura ad alto rischio del settore costruzioni ha un impatto significativo sulla salute mentale dei lavoratori, ma spesso viene minimizzato dalla forza lavoro edile.
I lavoratori dell’edilizia, spiega l’Istituto, sono calati in un contesto di lavoro che presenta diversi elementi stressogeni quali, ad esempio

L’alta presenza di uomini e la cultura machista spesso portano ad atteggiamenti minimizzanti o stigmatizzati verso i problemi di salute mentale, ostacolando i comportamenti positivi di ricerca di aiuto. Inoltre, sussistono meccanismi di resistenza psicologica e accettazione del problema e comportamenti auto-sabotanti come l’abuso di sostanze.
Il rischio di soffrire di problemi di salute mentale è amplificato quando i lavoratori si trovano a gestire più operazioni con obiettivi non realistici. Tutto questo può indurre i lavoratori a provare sentimenti di stress, rabbia e irritazione e portano a stanchezza, burnout, stress e depressione.

EU OSHA segnala che le migliori pratiche di prevenzione incorporano interventi olistici che combinano elementi individuali e organizzativi. Questi interventi possono aumentare la consapevolezza della salute mentale nelle organizzazioni, riducendo allo stesso tempo lo stigma legato alla salute mentale.
Tali iniziative includono la salute mentale e un intervento di formazione (ad es. il progetto Constructiv), la disponibilità di operatori di pronto soccorso per la salute mentale nelle aziende (es. The Lighthouse Construction Charity, MENTUPP) e kit di strumenti a supporto dei lavoratori per identificare e affrontare il posto di lavoro rischi psicosociali (ad esempio Fundación Laboral de la Construction; Prevent).
EU-OSHA sulla base dei risultati della ricerca indica anche alcune azioni da seguire