agevolare gli investimenti in infrastrutture stradali e idriche e impianti fissi (art.2);
per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (art.5), del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali (art.6).
Le novità del DECRETO INFRASTRUTTURE
Il provvedimento ha subito diverse modifiche nel passaggio parlamentare, finendo per trattare una varietà di argomenti, tra i quali segnaliamo:
Investimenti nella sicurezza delle infrastrutture di trasporto
Il Decreto contiene misure per agevolare gli investimenti per la sicurezza
delle infrastrutture ferroviarie (accelerazione dell’attuazione del piano Piano nazionale di implementazione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario, European Rail Traffic Management System – Ertms (con un fondo di 60 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026, per finanziare i costi di implementazione del sottosistema ERTMS di bordo dei veicoli) al quale il Pnrr dedica investimenti ingenti nell’ambito del potenziamento degli interventi per la digitalizzazione(art.3). Previsto anche il rinnovo o la ristrutturazione dei veicoli per potenziare il traffico senza ricorrere alla costruzione di nuove opere.
dei tratti stradali: il decreto rafforza poi il ruolo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) per migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema dei controlli sulle diverse infrastrutture di trasporto: all’Agenzia le funzioni esercitate dagli Uffici speciali trasporti a impianti fissi (USTIF) del Mims, con conseguente trasferimento di circa cento unità di personale (art.6).
e delle dighe: il decreto prevede la semplificazione delle operazioni di manutenzione delle grandi dighe e degli invasi, alle quali il Pnrr destina risorse consistenti (art.2).
Per il settore marittimo il decreto prevede: misure per rafforzare la sicurezza sulle navi e nelle operazioni in porto; l’inclusione dei Porti di Arbatax e di Gela nelle circoscrizioni di competenza delle rispettive Autorità di sistema portuale; la realizzazione di infrastrutture per aumentare la capacità di accosto dei traghetti nello Stretto di Messina nell’ambito del piano straordinario introdotto dal Governo per migliorare i servizi di trasbordo (tutto in art.4).
Ridefinisce anche la procedura da seguire nell’orientare le risorse finanziarie (4,6 miliardi) destinate a ridurre le disuguaglianze territoriali in termini di dotazione infrastrutturale.
Attuazione del PNRR: le misure del DECRETO INFRASTRUTTURE (art.10)
Riguardo all’attuazione del Pnrr, il decreto:
introduce misure per velocizzare la realizzazione delle opere previste attraverso norme di semplificazioneper le amministrazioni titolari degli interventi.
istituisce il “Fondo concorsi progettazione e idee per la coesione territoriale”, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, cui accedono tutti i Comuni e le Unioni di Comuni con popolazione complessiva inferiore a 30.000 abitanti per potenziare la progettualità locale, con una dotazione di 161.515.175 euro di cui 16.151.518 per il 2021 e 145.363.657 per il 2022. (art.12);
istituisce presso il MiMS, il “Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità” (Cismi)(art.5) nel quale opereranno 24 ricercatori e tecnologi. Il Cismi svolgerà attività di studio, di ricerca e di sviluppo nel settore della sostenibilità delle infrastrutture e della mobilità, dell’innovazione tecnologica, organizzativa e dei materiali, in coerenza con le trasformazioni che caratterizzano e caratterizzeranno in futuro i sistemi di trasporto e le infrastrutture.
potenzia le funzioni del Mims per gli interventi previsti dal Pnrr e adegua le retribuzioni dei dipendenti a quelle di altri Ministeri;
integra la composizione del Comitato speciale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici chiamato ad esprimere i pareri sui i progetti di fattibilità tecnica ed economica delle opere (art.5).
Infrastrutture nazionale: verso il censimento delle opere con il DECRETO INFRASTRUTTURE
Il decreto prevede un’attività di ricognizione e censimento da parte del Mims delle infrastrutture statali sanitarie, assistenziali, scolastiche, stradali e autostradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali e idriche (art.15).Per altre infrastrutture la ricognizione verrà eseguita dagli enti territoriali e dagli altri soggetti pubblici e privati competenti.
Al termine di quest’attività, d’intesa con le Regioni e gli enti locali, si individueranno le priorità e le azioni necessarie per ridurre il divario infrastrutturale a valere sul fondo di 4,6 miliardi di euro da utilizzare tra il 2022 e tra il 2033 (l’art.15 riscrive i commi da 1 a1-sexies della legge 5 maggio 2009, n. 42 la Legge sul Federalismo fiscale)
Sud: ridurre il divario infrastrutturale
Un altro fronte sul quale interviene il Decreto è la carenza infrastrutturale del sud con un’offerta di sostegno alla capacità progettuale dei Comuni e delle Regioni meridionali (art.12 comma 4 e 6).
L’inserimento del Ministro per il Sud e la Coesione territoriale nella cabina di regia per l’edilizia scolastica garantirà un riparto di risorse più equo sul piano territoriale per la costruzione di scuole dell’infanzia e asili nido (art.12 punto 6).
Quanto alla progettazione territoriale, il DECRETO porta con sé una dotazione di 120 milioni di euro: consentiranno a 4600 Comuni italiani (tutti quelli sotto i 30mila abitanti nel Sud e nelle aree interne) di dotarsi di un “parco progetti” adeguato alle tante opportunità che ai Comuni stessi vengono offerte in questi anni, con il PNRR, con il FSC, con i fondi strutturali: è, al riguardo, prevista una premialità per i Comuni.
Ecobonus automotive (art.8)
Il DECRETO INFRASTRUTTURE all’art. 8 prevede che la conclusione della procedura informatica per confermare la prenotazione dell’ecobonus per le categorie M1, M1 speciali, N1 e L possa avvenire entro il 31 dicembre 2021, se l’inserimento è avvenuto tra il 1 gennaio 2021 e il 30 giugno 2021, ed entro il 30 giugno 2022, se l’inserimento avviene tra il 1 luglio 2021 e il 31 dicembre 2021.
Per garantire e ottimizzare l’utilizzo dei fondi destinati all’acquisto di veicoli meno inquinanti M1, compresi nella fascia di emissione 0-60 grammi di CO2, le risorse previste per l’Extrabonus vengono riallocate sul fondo ordinario dell’incentivo Ecobonus.
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