A seguito della presentazione delle proposte della Commissione per l’energia pulita nel 2016, il Parlamento UE sta valutando miglioramenti e modifiche per aumentare l’efficienza energetica e l’uso delle fonti rinnovabili, anche alla luce delle osservazioni fatte ormai un anno fa dalla Commissione sullo stato dell’Unione dell’energia, che riportammo su queste pagine.
Il Parlamento ricorda
alcuni dati: la quota di
energia proveniente da fonti rinnovabili è quasi raddoppiata negli ultimi anni,
da circa 8.5% nel 2004 a 16.7% nel 2015, un buon risultato se gli obiettivi UE per il 2020 prospettano una quota di energia da fonte rinnovabile pari al 20% e successivamente al 27% entro il 2030.
L’Europarlamento si sbilancia prospettando
un aumento fino al 35% se contestualmente i cittadini potranno produrre, stoccare e consumare l’energia autoprodotta da fonti rinnovabili, senza costi aggiuntivi o tasse.
Sul fronte dell’
efficienza energetica si pone anche la lotta alla riduzione delle
emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera e dei costi dell’importazione di energie nell’UE (quasi 350 miliardi di euro). Gli eurodeputati vogliono che sia stabilito
un obiettivo vincolante della riduzione del consumo di energia nell’UE
del 40% entro il 2030. Inoltre, individuano nell’
inefficienza del 75% degli edifici europei (dal punto di vista energetico), la prossima sfida da raccogliere: tant’è che a dicembre 2017 Parlamento e Consiglio insieme alla Commissione hanno stabilito che gli Stati dovranno preparare strategie nazionali a lungo termine per sostenere la ristrutturazione di edifici residenziali e non residenziali così da arrivare al consumo 0 in termini di energia, entro il 2050
La situazione italiana
A proposito del nostro Paese, il Parlamento europeo ricorda che l’Italia è fra i paesi che hanno già raggiunto nel 2015
l’obiettivo fissato per il 2020, ma la quota di energia rinnovabile consumata
(17,5%) è minore rispetto a quella di altri stati ed in linea con l’obiettivo del 20% di energia da fonti rinnovabili posto per il 2020.
La situazione dei paesi europei nel video tratto da EuParl.tv