12.11.25
Il Decreto di modifica della disciplina del Codice Appalti voluto dal Governo Meloni è al momento al vaglio del Parlamento dopo l’annuncio in Consiglio dei Ministri.
Nel frattempo si susseguono audizioni e commenti da parte del mondo delle professioni e indiscrezioni circa la sua emanazione e le proposte di modifica al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti.
Assosistema, in audizione oggi, 2 febbraio alla Camera sul nuovo Codice Appalti ha commentato che la nuova normativa che non risponderebbe ancora adeguatamente alle esigenze di comparti specifici come i servizi e le forniture, in particolare nel settore dei sanitario pubblico, dove i settori ammontano a 59,4 miliardi di volume di affidamenti in ambito dei servizi, la maggioranza di tutti quelli gestiti dal Codice.
Secondo Matteo Nevi, Direttore Generale di Assosistema Confindustria: “Alcune norme sono ancora costruite su modelli adatti per il settore dei lavori è impossibile prevedere un unico meccanismo di revisione prezzi per tutti i settori: costruire delle opere o servire un ospedale hanno esigenze diverse tra loro”.
Importante poi la revisione dei prezzi, secondo Assosistema:
“Su questo punto dobbiamo essere chiari la revisione prezzi non deve essere un’opzione ma un principio attuativo obbligatorio al fine di mantenere intanto un equilibrio contrattuale tra soggetto pubblico e privato, soprattutto per i contratti di lunga durata. E’ inconcepibile, infatti, che un contratto che dura 8 anni non abbia al centro proprio l’istituto della revisione prezzi. Semplificare significa anche ridurre il contenzioso e facilitare l’applicazione delle norme. Per questo chiediamo che su alcuni istituti si faccia chiarezza dividendo il campo applicativo tra settori. Solo cosi potremmo arrivare al risultato di velocizzare la macchina della pubblica amministrazione”.
“E’ necessario, quindi, – continua Nevi – ripristinare e valorizzare il criterio della qualità nell’aggiudicazione della gara. Ad oggi, invece si stanno incentivando le aggiudicazioni al massimo ribasso. Dobbiamo ripristinare la logica del “cosa compro” e non del “quanto compro”. Ridurre la qualità nei servizi pubblici essenziali alla sanità è un problema enorme per tutti i cittadini e su questo qualcuno se ne deve assumere la responsabilità”.
“Siamo fiduciosi – conclude Nevi – che il Governo apporrà i giusti cambiamenti ad una norma che va bene ma deve essere resa applicabile sia per eseguire un lavoro, che per erogare un servizio e per affidare una fornitura”.
La Rete Professioni Tecniche vede di buon grado la redazione del nuovo Codice dei Contratti ma ha presentato una serie di proposte migliorative al testo in occasione dell’audizione presso la Commissione Ambiente del Senato.
Aspetti positivi del Codice dei Contratti:
Considerazioni
Miglioramenti
Aspetti critici
Per gli aspetti critici del nuovo testo RPT non manca di sottolineare che:
Anche da Confindustria arrivano appunti al nuovo testo di riforma al Codice Appalti soprattutto in tema di servizi:
«Vediamo emergere ciò che diciamo da tempo, è importante che la revisione del Codice Appalti sia completa e soddisfi le richieste di tutte le parti interessate, compresa quella dei servizi per cui crediamo che si possa andare nella direzione giusta, ma siamo fortemente preoccupati delle tempistiche, per il problema contingente del non riconoscimento dell’aumento dei prezzi che le aziende stanno sostenendo erogando i propri servizi, in particolare nel settore della ristorazione collettiva. Abbiamo bisogno di misure urgenti, a breve termine, per far fronte all’aumento importante dei costi dovuti ad un’inflazione fuori controllo, in particolar modo nel settore agroalimentare. Stiamo chiedendo soluzioni da mesi, cercando interlocuzioni istituzionali e prospettando soluzioni, perché siamo allarmati dalla crisi strutturale di un intero settore che interessa più di 120.000 addetti».
Il presidente di Confindustria HCFS, Lorenzo Mattioli
ANIR (Associazione nazionale imprese della ristorazione) si concentra invece sulle misure economiche sul caro prezzi, previste nella revisione del codice appalti in corso: rischiano di tagliare fuori un settore, quello della ristorazione collettiva (che ha preso in carico forti aumenti dei prezzi su energia e materie prime alimentari), in modo definitivo
Per questo l’Associazione di Confindustria chiede che nel Codice Appalti venga riconosciuto l’adeguamento dei prezzi agli indici Istat correnti legati all’inflazione.
«Stiamo cercando di avanzare le nostre richieste presso le sedi istituzionali perché crediamo nel dialogo e siamo convinti che il Governo voglia aiutare un settore come il nostro, rappresentato da 1500 aziende e da 110 mila lavoratrici e lavoratori, con un fatturato complessivo di 6,5 miliardi, che sta attraversando un momento di difficoltà dovuto a fattori esterni che hanno comportato un aumento dei prezzi fuori controllo. Per far valere le nostre ragioni, questo sia chiaro, siamo anche disposti a mobilitarci in maniera straordinaria, non escludendo forme di protesta incisive».
Lorenzo Mattioli, presidente di ANIR e di Confindustria HCFS
Anche la Federazione Architetti Sicilia (FAS che rappresenta oltre 7mila professionisti delle province di Catania, Palermo e Trapani) per bocca del suo coordinatore Alessandro Amaro, esprime perplessità e critiche sul testo di riforma del Codice Appalti.
«Rispettare i requisiti, le competenze e le qualifiche in rapporto al progetto da realizzare, per garantire qualità dell’opera e scongiurare il rischio di perdere parte dei fondi del PNRR».
La Federazione mette in luce alcune modalità operative non corrette dell’attuale normativa relativamente all’assegnazione delle progettazioni: in base ad alcune segnalazioni di lavori affidati ai tecnici dipendenti dell’Ente, non in possesso delle competenze previste dalle normative: ciò compromette il valore dell’opera e crea una difformità rispetto ai casi in cui gli incarichi vengono affidati ai liberi professionisti
Da qui la rivendicazione delle competenze e le difficoltà incontrate nella realizzazione dei progetti PNRR.
“A prescindere dalla posizione interna o esterna agli uffici pubblici la progettazione o la direzione dei lavori devono essere assegnate a chi di competenza e con i requisiti previsti dal Codice degli appalti (decreto legislativo 50/2016). Basti pensare al restauro di edifici vincolati, di esclusiva competenza degli architetti. Purtroppo, registriamo troppo spesso disparità di trattamento in relazione agli incarichi tecnici: quando questi ultimi vengono affidati ai dipendenti delle singole Amministrazioni, requisiti, competenze, curriculum e iscrizione all’Ordine, vengono spesso lasciati alla discrezionalità dell’Ente. Cosa che non avviene quando il professionista è esterno. Una situazione che penalizza l’intera categoria e in particolare i giovani, a cui spesso viene negato l’accesso agli appalti pubblici».
Il coordinatore FAS – Alessandro Amaro
Queste prassi improprie – continua Amaro – creano un danno non indifferente ai liberi professionisti e mettono a rischio i fondi del PNRR. “Nel corso delle verifiche della Commissione Europea, infatti, un errore di progettazione, un difetto di forma, un’assegnazione viziata o irregolare, potrebbero comportare la perdita dell’intero finanziamento».
La Federazione, rispetto ai progetti PNRR rimarca una criticità frequente:
«La richiesta dei fondi PNRR viene spesso legata a vecchi progetti, mai portati avanti per carenza di risorse economiche, che risultano ormai obsoleti o poco contemporanei. A tale scopo, piuttosto che lasciare spazio a nuove e più attuali opere, i progetti vengono infatti recuperati dai cassetti, spesso aggiornati solo relativamente alle voci economiche».
Assoambiente (l’Associazione che rappresenta le imprese che operano nel settore dell’igiene urbana, riciclo, recupero, economia circolare e smaltimento di rifiuti, nonché bonifiche) ha formulato nei giorni scorsi un proprio giudizio sulla revisione del Codice Appalti, durante un incontro organizzato sul Decreto legislativo del 23 dicembre 2022, n. 201 di riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Secondo l’Associazione, che parla attraverso il Presidente Chicco Testa, la riforma del Codice è un’occasione decisiva per sviluppare dinamiche competitive finalizzate ad elevare la qualità dei servizi erogati che soddisfino a pieno i bisogni dei cittadini.
Quanto in particolare al settore rifiuti, che interessa da vicino l’Associazione, Assocamente ricorda che nel corso di un’audizione in Commissione Ambiente della Camera ha già sottolineato come sia indispensabile per il comparto dei rifiuti che tutte le fasi del servizio siano allineate alla regolazione dell’ARERA, partendo dalle norme generali e da quelle sulle procedure di affidamento: troppo spesso, infatti, si assiste ad affidamenti non in linea con la regolazione dell’Autority di settore.
Gli fa eco Ferdinando Di Mezza – Presidente sezione servizi e raccolta rifiuti urbani che ricorda come sia fondamentale dare chiarezza sui meccanismi normativi che consentano di riguadagnare rapidamente un equilibrio contrattuale a favore delle imprese, adeguando un aumento dei valori dei corrispettivi per tenere conto dei costi reali: “Il Decreto Legislativo di riordino dei servizi Pubblici Locali prevede che negli ambiti di competenza, le autorità di regolazione predispongono schemi di bandi di gara e schemi di contratti tipo. Nel rispetto delle diverse competenze istituzionali, risulta fondamentale un ruolo attivo di advocacy da parte dell’Autorità nei confronti delle stazioni appaltanti per avviare un percorso di convergenza tra i bandi di gara pubblicati e le disposizioni regolatorie affinché i nuovi contratti di servizio siano, per loro natura, coerenti con la regolazione.”
Il portale InSic accoglie sul portale i commenti, le posizioni e le interpretazioni sui provvedimenti normativi in materia di Sicurezza, Ambiente ed Edilizia-Appalti da Parti sociali, Associazioni e Organizzazioni di professionisti.
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