Riforma del Codice dei Contratti: i rilievi critici del CNI

Il Consiglio Nazionale degli ingegneri commenta le prime indicazioni fornite dal Governo sul Decreto di riforma del Codice dei Contratti Pubblici ed esprime alcune perplessità sul testo e sulle sue novità, nonostante questo debba ancora passare per un lungo vaglio parlamentare che potrebbe portare a modifiche, correzioni ed integrazioni.

Il CNI sottolinea che, sebbene il testo punti sulla semplificazione, non tiene in debito conto alcuni aspetti legati alla centralità del progetto e il ruolo del Progettista.

  • La centralità del progetto;
  • l’uso dell’appalto integrato;
  • i ruoli dei professionisti esperti alla PA.

Riforma Codice Appalti: Semplificazione sì, ma senza pregiudicare il progetto

“E’ sicuramente condivisibile il fatto che questo nuovo testo punti alla semplificazione. Tuttavia, anche a causa della sua mancata completezza, il testo approvato dal Consiglio dei Ministri sembra non voler tenere conto di alcuni aspetti decisivi, da sempre al centro delle interlocuzioni istituzionali degli ingegneri, e dei professionisti tecnici in generale.

Angelo Domenico Perrini, Presidente del CNI

Il Presidente i auspica che nel corso dell’iter di approvazione siano colmate alcune gravi lacune e che si ribadisca la centralità del progetto.

Aggiudicazione opere sulla base del progetto: regola opzionale

 Su tutti la centralità del progetto che sparisce dai processi di trasformazione del territorio, dimenticando il fatto che la fase di progettazione è decisiva per garantire la qualità delle opere. Come se non bastasse, l’aggiudicazione delle opere da realizzare basate sul progetto esecutivo da regola diventa un’opzione.

Il CNI parla anche dell’apertura ad un uso generalizzato dell’appalto integrato, ossia l’affidamento all’impresa sia della progettazione esecutiva che dell’esecuzione dell’opera.

Professionisti delle PA e corrispettivi

Inoltre, secondo il CNI, non vengono ben definiti i ruoli delle Pubbliche Amministrazioni e dei professionisti esterni alle PA, così come non emerge con chiarezza il metodo di calcolo dei corrispettivi spettanti ai professionisti, dato che non si fa menzione del ‘Decreto Parametri’.

“Ci auguriamo che le forze politiche riflettano con attenzione su tutti questi aspetti e che nei passaggi successivi pongano rimedio, accogliendo le richieste e le segnalazioni che le nostre categorie professionali stanno inoltrando. La semplificazione è un obiettivo che trova tutti d’accordo, ma non può essere conseguito a scapito della qualità della progettazione delle opere e della loro stessa realizzazione”.