12.11.25
A seguito del sisma che ieri, 6 febbraio ha colpito Siria e Turchia il Consiglio Nazionale degli ingegneri CNI e Rete professioni Tecniche (RPT – che raggruppa nove professioni tecniche impegnate nel campo delle costruzioni e delle infrastrutture) hanno espresso solidarietà alle popolazioni colpite ed espresso alcune considerazioni sulla prevenzione dal rischio sismico in Italia.
Secondo il CNI le immagini di distruzione diffusa, in alcuni casi anche di edifici di grande interesse storico e artistico fanno sorgere la necessità di agire nella direzione della prevenzione dal rischio sismico in Italia. Il CNI da anni ha puntato sul tema della prevenzione dal rischio sismico seppure la pervasività della cultura della prevenzione non abbia fatto passi avanti significativi.
“Il primo Piano di prevenzione sismica fu presentato oltre dieci anni fa (nel Professional Day del 1 marzo 2012) e da allora non abbiamo registrato passi avanti soddisfacenti” afferma Angelo Domenico Perrini, Presidente CNI e rincara: “Questi ultimi avvenimenti in Turchia e Siria dimostrano, ancora una volta, che non è più rinviabile l’adozione di un Piano di prevenzione sismica”.
“Anche i recenti strumenti legati ai bonus edilizi, che avrebbero potuto dare un impulso alla messa in sicurezza dei nostri edifici a rischio, non hanno avuto l’effetto sperato.
Il ricorso al sisma bonus, infatti, è risultato residuale rispetto all’eco bonus, soprattutto a causa della complessità delle procedure e all’incertezza sulle tempistiche.
Il sisma bonus, inoltre, va applicato con costanza in un periodo ragionevolmente lungo, intervenendo nella direzione della semplificazione. Queste iniziative non sono più rinviabili.
Numerosi rapporti del nostro Centro Studi hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, che i costi economici della prevenzione sono certamente inferiori a quelli delle varie ricostruzioni. Senza contare che la prevenzione consente di salvare migliaia e migliaia di vite umane, risparmiando alle famiglie e al Paese intero insopportabili lutti”.
Angelo Domenico Perrini, Presidente CNI
Sulla stessa linea la RPT che sottolinea come come il Piano di prevenzione sismica nel nostro Paese non abbia fatto passi in avanti, soprattutto nel nostro che è un Paese caratterizzato dalla estrema bellezza unita alla fragilità del proprio patrimonio storico, artistico e culturale, e purtroppo fortemente interessato dai terremoti.
Esso è stato successivamente più volte aggiornato, anche per i contributi di numerose altre associazioni ed enti pubblici interessati, e migliorato al fine di mettere in sicurezza il nostro costruito in un periodo medio-lungo, ma purtroppo ad oggi non ha visto una significativa ed efficace attenzione da parte delle istituzioni. Col risultato che oltre 12 milioni di edifici in Italia restano a rischio sismico.
La previsione dei bonus edilizi, che mette a disposizione importanti incentivi, ha offerto un’opportunità, ma i tempi brevi concessi, le incertezze normative, le problematiche sui temi urbanistici ed edilizi, le difficoltà di intervento nei condomini, i rischi di interruzione dell’incentivo hanno creato molte difficoltà nell’applicazione concreta ed efficace. Infatti, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, i bonus sismici hanno fatto registrare importi pari ad appena un decimo rispetto a quelli del Superbonus 110%, segno che la messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio procede con estrema lentezza, anche a causa della mancata semplificazione delle procedure.
Né ha fatto passi in avanti l’istituzione del Fascicolo del Fabbricato, altro punto importante nel Piano di Prevenzione sismica, strumento che consentirebbe di avere informazioni sulla storia tecnica, la manutenzione, la classificazione energetica e sismica delle nostre case. Esso determinerebbe, con la conoscenza diffusa dello stato di sicurezza sismica degli edifici, di rendere conveniente gli interventi di prevenzione in quanto ne determinerebbe un elemento importantissimo di valutazione. D’altra parte, non si comprende perché nelle compravendite di unità immobiliari sia obbligatoria la certificazione energetica, e non si pensi che sia maggiormente necessaria la classificazione sismica.
Altri aspetti indispensabili sono la semplificazione e la chiarificazione delle procedure in edilizia, definendone anche gli aspetti di conformità degli edifici, contenute in una proposta di modifica del Testo Unico dell’Edilizia, cui la RPT ha collaborato nella apposita commissione del Ministero delle Infrastrutture che lo ha approvato nel 2020 e che darebbe una forte svolta nella possibilità di eseguire gli interventi necessari.
Occorrono, inoltre, anche ulteriori modifiche legislative che consentano più facilmente interventi di miglioramento sismico nei fabbricati in condominio.
“E’ assolutamente indispensabile che si rendano “strutturali” i bonus edilizi – afferma Armando Zambrano, Coordinatore della RPT -, prevedendo tempi sufficienti per un sostanziale adeguamento del patrimonio edilizio della nostra Nazione, con modalità sostenibili, come riportate nelle proposte della RPT, ma che contestualmente si adottino le altre misure previste dal Piano di Prevenzione Sismico elaborato”.
La RPT auspica che su questi temi le forze politiche possano fare molto di più e che almeno per quanto riguarda il tema dei bonus sismici si possa arrivare alla programmazione di un loro utilizzo in un periodo ragionevolmente lungo, per consentire al maggior numero di cittadini, soprattutto a quelli residenti nelle zone a rischio, di vivere in abitazioni sicure.
12.11.25
07.11.25