11.11.25
Il Garante per la protezione dei dati personali dedica una pagina informativa allo Sharenting ed invita a riflettere prima di condividere online foto e video dei figli. Tutela dell’identità digitale e accortezze pratiche al centro della campagna.
Con il termine sharenting si indica il fenomeno della condivisione online costante da parte dei genitori di contenuti che riguardano i propri figli o figlie (foto, video, ecografie
Il neologismo – nato negli Stati Uniti – deriva dalle parole inglesi share (condividere) e parenting (genitorialità).
Pubblicare sui social o inviare nelle chat immagini dei propri figli è un gesto spesso dettato dalla gioia. Tuttavia, l’Autorità richiama l’attenzione sui possibili rischi legati a un’esposizione eccessiva o non consapevole.
Lo sharenting è da tempo all’attenzione del Garante. In particolare per i rischi concernenti l’identità digitale del minore e quindi la corretta formazione della sua personalità.
La diffusione non condivisa di immagini può inoltre generare tensioni nel rapporto genitori-figli. Ad esempio quando il minore non è d’accordo con l’immagine online che gli è stata costruita.
Riflettere è importante: postare foto o video della vita dei minori – magari accompagnati da nome, età o luogo dello scatto – contribuisce a definire la loro reputazione online.
Ciò che viene pubblicato o condiviso rischia di non essere più nel nostro controllo: può essere catturato, riutilizzato da terzi per scopi impropri o attività illecite, e spesso contiene più informazioni di quanto si pensi (ad esempio geolocalizzazione).
Se si decide di pubblicare immagini dei figli, l’Autorità consiglia almeno alcune accortezze:
La nuova pagina informativa del Garante offre una guida rivolta ai genitori per limitare la diffusione online di contenuti che riguardano i figli.
In contemporanea è stata lanciata la campagna istituzionale con claim “LA SUA PRIVACY VALE MOLTO PIÙ DI UN LIKE”, che invita i genitori a riflettere prima di fare clic su “pubblica”.
È una chiamata all’uso consapevole dei social, al rispetto della privacy minorile e alla tutela del diritto a una “identità digitale” libera da sovra-esposizione.
Guarda il video e ascolta lo spot radiofonico sul sito del Garante
Tutela dei minori: l’attività della Polizia Postale

