La Commissione Europea informa della prossima revisione della Direttiva 98/83/CE, la normativa europea in materia di acque potabili per migliorarne la qualità e l’accesso e garantendo informazioni chiare a tutti i cittadini dell’UE. Un nuovo tassello che fa parte della più grande strategia dell’UE sulla plastica, presentata il 16 gennaio 2018 e che darà anche un contributo fattivo alla riduzione dell’impronta di CO2 e al raggiungimento degli obiettivi 2030 di sviluppo sostenibile (obiettivo 6) e degli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici
La proposta fa seguito alla valutazione REFIT della direttiva sull’acqua potabile ed è accompagnata da una valutazione d’impatto e da raccomandazioni dell’OMS
Obiettivi della revisione della Direttiva 98/83/CE
La Proposta del 1 febbraio assicura che i fornitori comunichino ai fruitori
informazioni più chiare sul consumo idrico, sulla struttura dei costi e sul prezzo al litro per consentire un confronto con il prezzo dell’acqua in bottiglia. In questo modo essa contribuisce sia all’obiettivo ambientale di
ridurre l’uso superfluo della plastica e limitare
l’impronta di carbonio dell’UE, sia a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
L’Europa risponde così all’
iniziativa pubblica “Right2Water” che ha raccolto 1,6 milioni di firme a sostegno di un migliore accesso all’acqua potabile per tutti i cittadini europei.
Le azioni migliorative proposte
Secondo i dati della Commissione la maggior parte delle persone che vivono nell’UE beneficiano di
un ottimo accesso ad acqua potabile di alta qualità perché da lungo tempo la normativa dell’UE protegge i cittadini europei in tal senso.
La Commissione vuole però
migliorare la la qualità e la sicurezza dell’acqua aggiungendo sostanze nuove ed emergenti all’elenco dei criteri che ne determinano la sicurezza (ad esempio legionella e clorati), tenendo conto delle conoscenze scientifiche più recenti e delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Si intende obbligare gli Stati membri non solo a migliorare l’accesso all’acqua potabile per tutti i cittadini ma anche
creare attrezzature per l’accesso all’acqua potabile in spazi pubblici, lanciare
campagne per informare i cittadini circa la qualità dell’acqua a loro accessibile e incoraggiare le amministrazioni e gli edifici pubblici a fornire accesso all’acqua potabile.
Sempre in quest’ottica la Commissione intende permettere al pubblico di accedere – anche online – con facilità e semplicità a
informazioni circa la qualità e l’approvvigionamento di acqua potabile nella zona in cui vivono, aumentandone la fiducia nei confronti dell’acqua di rubinetto. In base alle stime, le nuove misure dovrebbero ridurre i potenziali rischi per la salute connessi all’acqua potabile dal 4% a meno dell’1%.
Le connessioni con la Strategia sulla Plastica e i Cambiamenti climatici
Inoltre, dalla riduzione del consumo di acqua in bottiglia potrebbe derivare
un risparmio di più di 600 milioni di euro l’anno oltre che un vantaggio per l’ambiente, riducendo i rifiuti di plastica provenienti dalle acque in bottiglia, compresi i rifiuti marini.
Un ulteriore aspetto messo in luce dalla Commissione riguarda la possibilità che una modifica della legislazione sull’acqua possa
ridurre l’impronta di CO2 e contribuire significativamente al raggiungimento degli obiettivi 2030 di sviluppo sostenibile (obiettivo 6) e agli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
L’Europa intende approcciare alla sicurezza con
controlli più mirati nei casi in cui i rischi siano più elevati e accelerare il lavoro di normazione per garantire che prodotti da costruzione utilizzati nel settore idrico in tutto il mercato interno dell’UE, come tubazioni e serbatoi, non inquinino l’acqua potabile.