Il Consiglio dei Ministri dello scorso 14 dicembre ha annunciato l’approvazione in esame preliminare di un decreto legislativo sulla qualità della benzina e del combustibile diesel e la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, che integreranno nel nostro ordinamento le più recenti modifiche alle direttive in materia.
Sempre in materia di biocombustibili, il MISE ha lanciato una consultazione pubblica fino al 13 gennaio 2017 sul testo di un decreto interministeriale sull’uso del biometano e dei biocarburanti
Un decreto legislativo in arrivo
Le sue disposizioni integrano e modificano due precedenti
direttive comunitarie già recepite, la 98/70/CE e la 2009/28/CE. Tra le novità segnalate dal Governo, circa il provvedimento, ancora in fase di esame:
• la possibilità di
conteggiare i biocarburanti ad uso aviazione, finora esclusi dal campo di applicazione della normativa di settore, ai fini del raggiungimento dell’obbligo di riduzione delle emissioni di gas serra prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti e dell’elettricità fornita;
• ulteriori precisazioni sugli
obblighi di comunicazione da parte dei fornitori di carburanti agli Stati membri;
• l’introduzione di
un tetto massimo al contributo dei biocarburanti prodotti a partire da materie prime in competizione con il mondo alimentare, per ridurre i consumi da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti;
• l’introduzione di
un sotto obiettivo per i biocarburanti avanzati, definiti come quelli provenienti da materie prime riportate in un elenco specifico;
• una
revisione delle premialità previste per i biocarburanti,rendendo più rigoroso l’attuale sistema di tracciabilità.
Uso di Biometano e biocarburanti: consultazione pubblica fino al 13 gennaio
Sempre in materia di biocombustibili segnaliamo che è partita sul sito del MISE
la consultazione pubblica fino al 13 gennaio 2017 su una bozza di decreto interministeriale per l’utilizzo del biometano e dei biocarburanti compresi quelli avanzati. Il decreto è già passato
al vaglio del “Comitato tecnico consultivo biocarburanti” (con rappresentanti del MiSE, MATTM, MIPAAF, MEF, Agenzia Dogane e GSE), e mira allo sviluppo dell’uso del biogas, questa volta non per la produzione di elettricità ma per il suo impiego, come biometano, nel settore dei trasporti.
Spiega il MISE che Paese sta predisponendo gli strumenti per finalizzare il raggiungimento dell’obiettivo del
10% di fonti rinnovabili nei consumi energetici del settore dei trasporti, di cui almeno lo 0,5% attraverso l’uso dei “biocarburanti avanzati”.
Nella consultazione si fissano alcuni
vincoli e principi da tenere in conto nel decreto:
1.Favorire ed incentivare
lo sviluppo dei biocarburanti avanzati (secondo la loro recente definizione nella direttiva UE 2015/1513, c.d. direttiva “ILUC”) di cui l’Italia è stato il maggior sostenitore nell’ambito dei lavori preparatori della Direttiva stessa.
2.Priorità al
biometano usato nei trasporti, per contribuire al raggiungimento del target al 2020 del 10% di fonti rinnovabili nel settore dei trasporti. Primo obiettivo intermedio è arrivare ad un consumo di circa 1,1 Miliardi di metri cubi. Poi, in seguito, con aggiornamenti successivi del DM, ampliarne gli usi oltre ai trasporti, con consumi previsti fino a 6-8 Mld di mc (secondo stime di disponibilità nazionali elaborate da varie fonti).
3.Favorire lo sviluppo di
una economia circolare del mondo agricolo: dalla produzione agricola e dagli allevamenti si generano scarti e sottoprodotti (ad esempio, liquami, letami, etc.) da cui si può ricavare biometano, il quale, trasformato in forma liquida come “biometano liquido” (BML), può essere usato come combustibile nei trattori agricoli, usati a loro volta per la produzione agricola e per gli allevamenti.
4.Favorire lo sviluppo del
ciclo virtuoso dei rifiuti ed, in particolare, della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU), che porta ad una valorizzazione economica degli stessi che riduce il costo complessivo dello smaltimento dei rifiuti.
5.Nessun incremento, per le imprese e per i cittadini, delle
bollette del gas e dell’energia elettrica, ma anzi produrne una qualche diminuzione.
6.Compatibilità delle misure da introdurre con la disciplina UE sugli
aiuti di stato per le rinnovabili, ai sensi della Comunicazione della Commissione UE “Disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell’ambiente e dell’energia 2014-2020” (2014/C 200/01) e quindi, in particolare evitando qualsiasi sovra compensazione degli incentivi da erogare.