07.11.25
Torniamo a parlare di smaltimento di rifiuti e obblighi delle autorità pubbliche in una causa che vede contrapposti un comune che richiama un ente pubblico (Regione) e RFI a rimuovere e smaltire rifiuti abbandonati da ignoti presso un cantiere dell’alta velocità.
Il Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi (nella sentenza della Sez. V, n. 3015 del 13 aprile 2021)
Il commento è a cura di S.Casarrubia , Avvocato,Studio legale Casarrubia ed è tratto dalla rubrica RASSEGNA DELLA GIURISPRUDENZA , su Ambiente&Sicurezza sul Lavoro n.6/2021.
Il sindaco di un comune campano emetteva un’ordinanza per intimare alla Regione e a R.F.I. di provvedere alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti abbandonati da ignoti presso un cantiere dell’alta velocità. Pronunciatosi il T.A.R. nel senso dell’annullamento dell’ordinanza sindacale in esame, la questione veniva rimessa al vaglio del Consiglio di Stato.
Il Collegio ritiene necessario precisare come la natura pubblica del soggetto destinatario dell’intimazione, in quanto proprietario o titolare di altro diritto di godimento sull’area, lungi dall’attenuare la portata degli obblighi di vigilanza, ne accentua al contrario l’incisività.
Tale qualifica si risolve anche nell’esercizio di compiti di presidio e buon governo del territorio (e ciò a maggior ragione quando si tratti di realtà locali caratterizzate dalla perduranza di situazioni emergenziali).
Pertanto, in caso di abbandono di rifiuti ad opera di terzi vi è una diversificazione del grado di diligenza richiesta a seconda che il possibile corresponsabile a titolo di colpa sia il privato proprietario, o titolare di altri diritti sul bene, oppure un soggetto pubblico, in virtù del principio di matrice comunitaria del “buon esempio”, nella prospettiva, pertanto, di un maggior aggravio per l’Amministrazione.
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Dott. Stefano SASSONE
Esperto in materia di tutela dell’ambiente. Direttore Area Tecnica, Confindustria Cisambiente.