17.10.25
Le malattie psichiche correlate al lavoro sono in crescita e pongono nuove sfide alla sorveglianza sanitaria. Una recente scheda informativa dell’Inail Dimeila ne analizza dati e trend, evidenziando la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione e tutela della salute mentale nei luoghi di lavoro.
Le malattie psichiche legate al lavoro sono in costante aumento e rappresentano una delle nuove sfide per la salute pubblica e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Inail ricorda che i disturbi causati da condizioni stressanti o traumatiche in ambito lavorativo rientrano tra le patologie professionali non tabellate, la cui origine lavorativa deve essere dimostrata dal lavoratore.
Più nello specifico, come si legge nel documento Inail, «gli effetti nocivi dello stress occupazionale rientrano nelle malattie professionali non tabellate; le malattie professionali di natura psichica sono, invece, declarate tra le malattie per le quali è obbligatoria la segnalazione da parte dei medici ai sensi dell’articolo 139 del d.p.r. 1124/1965: sono presenti, infatti, nella lista II “malattie di cui l’origine è di limitata probabilità”».
Come ricordato, nell’ambito della sorveglianza sanitaria, il medico competente ha l’obbligo di denunciare i casi di disturbo dell’adattamento cronico da stress e il disturbo post-traumatico da stress da costrittività organizzativa, anche quando viene a conoscenza di condizioni di vessazione e violenza morale sul lavoratore.
Tra i disturbi più frequentemente associati allo stress lavoro-correlato troviamo in particolare:
Significativo è anche il ruolo di molestie e violenze, tra cui rientrano anche il mobbing e il bossing, che possono condurre a quadri psichiatrici gravi e permanenti.
Nel periodo 2019-2023 l’Inail ha ricevuto 2.047 denunce di malattie psichiche, ma solo il 7,3% è stato riconosciuto, a fronte di un tasso di riconoscimento del 47,1% per le patologie non psichiche.
Il picco di riconoscimenti si è registrato durante il periodo pandemico (2020-2021), con impatti significativi soprattutto sul comparto sanitario, evidenziando il peso del Covid-19 sulla salute mentale dei lavoratori.
Il sistema MalProf – che registra le malattie professionali, classificandole per settore economico e professione in cui è avvenuta l’esposizione – ha registrato 782 segnalazioni di malattie psichiche nel quinquennio analizzato, con un tasso di correlazione positiva del 54%. Tra i problemi più frequenti:
Il sistema Marel – che raccoglie dati sugli agenti di esposizione a cui i lavoratori sono stati esposti in un dato periodo lavorativo – ha documentato 55 casi, evidenziando come i principali fattori di esposizione siano legati a rapporti interpersonali conflittuali e al ruolo nell’organizzazione.
Secondo l’analisi settoriale operata dall’Istituto, i settori maggiormente interessati da questo fenomeno sono:
Le professioni più coinvolte includono medici, infermieri, portantini, commessi e impiegati amministrativi. Altri ambiti ad alto rischio risultano essere banche, call center e Pubblica Amministrazione.
A valle di questa analisi, il documento Inail sottolinea quindi la necessità di:
Un approccio, questo, che si allinea agli orientamenti di WHO, ILO e SIML, che pongono la salute mentale tra le priorità della prevenzione moderna.
Per maggiori informazioni la scheda informativa INAIL è disponibile al download, sul sito dell’Istituto al seguente link:
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