13.11.25
La definizione odierna di salute e sicurezza sul lavoro non può più prescindere dalla ricomprensione della salute mentale. Ne parla diffusamente il Parlamento europeo nella Risoluzione del 5 luglio 2022 sulla salute mentale nel mondo del lavoro digitale, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 7 febbraio 2023.
La Risoluzione fa un ampio quadro del diritto alla salute fisica e mentale anche sul luogo di lavoro, soprattutto a seguito della pandemia da Covid-19 che ha avuto ripercussioni sulle pratiche organizzative e gestionali e ha modificato le condizioni di lavoro per molti lavoratori in Europa (si pensi all’introduzione del telelavoro con i suoi risvolti negativi: l’iperconnessione, la confusione tra vita professionale e vita privata, gli orari di lavoro più estesi e lo stress da tecnologia).
Il Parlamento formula quindi alcune proposte legislative alla Commissione su diversi aspetti: da
La pandemia e la crisi economica successiva, secondo l’Europarlamento ha messo a dura prova la salute mentale e il benessere di tutti i cittadini, ma soprattutto dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi, dei giovani, degli studenti che si affacciano al mondo del lavoro e degli anziani, determinando una crescente prevalenza di rischi psicosociali legati al lavoro e tassi più elevati di stress, ansia e depressione.
Il Parlamento europeo invita ad affrontare urgentemente il problema della salute mentale mediante politiche intersettoriali e integrate nel quadro di una strategia globale dell’UE per la salute mentale e di una strategia europea per l’assistenza affiancate da piani d’azione nazionali.
Secondo il Parlamento le istituzioni dell’UE e gli Stati membri dovrebbero riconoscere la portata dei problemi di salute mentale legati al lavoro e impegnarsi fortemente per regolamentare e attuare un mondo del lavoro digitale che contribuisca alla prevenzione dei problemi di salute mentale, alla tutela della salute mentale e dell’equilibrio tra attività professionale e vita privata, nonché al rafforzamento dei diritti di protezione sociale sul luogo di lavoro; In tal senso occorrerebbe promuovere il dialogo e lavorare in questa direzione di concerto con i rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori, compresi i sindacati; per questo occorre adottare piani di prevenzione dei rischi per la salute mentale in tutti i luoghi di lavoro.
Secondo l’Europarlamento una strategia dell’UE per la salute mentale dovrebbe mirare a richiedere agli Stati membri di integrare l’assistenza sanitaria per la salute mentale con l’assistenza destinata alla salute fisica, data la stretta correlazione tra le due, di fornire un’assistenza efficace sulla base di dati concreti e dei diritti umani, di ampliare il numero di servizi offerti per consentire a un maggior numero di persone di accedere alle cure e di aiutare i cittadini a trovare o a mantenere il lavoro. Una cattiva salute mentale incide sul benessere dei lavoratori e genera dei costi per i sistemi di protezione sociale, comportando spese aggiuntive per l’assistenza sanitaria e la sicurezza sociale
In tal senso il Parlamento europeo rincara la responsabilità del datore di lavoro e il ruolo essenziale sia di quest’ultimo che delle parti sociali nell’elaborazione e nell’attuazione di tali iniziative.
Il Parlamento europeo ritiene che sia necessario un nuovo paradigma per comprendere la complessità del lavoro moderno in relazione alla salute mentale: “gli strumenti normativi attualmente in vigore non sono sufficienti a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori e vanno aggiornati e rafforzati”.
Nella Risoluzione quindi, il Parlamento formula inviti alla Commissione ad agire per assicurare che l’evoluzione del lavoro digitale avvenga senza compromettere la salute e sicurezza dei lavoratori. Vediamo le raccomandazioni più significative ed in linea con la salute e sicurezza nelle piccole e medie imprese.
Il Parlamento invita la Commissione a
Il Parlamento esprime poi alcune considerazioni sul nuovo quadro strategico dell’UE per la salute e la sicurezza sul lavoro per il periodo 2021-2027 che si concentra soltanto su interventi individuali che rappresentano una parte limitata della mitigazione dei rischi psicosociali.
È quindi necessaria una base comune per salvaguardare la salute mentale di tutti i lavoratori in tutta l’UE, in quanto essi non sono tutelati in modo uniforme in tutti gli Stati membri, nemmeno nell’ambito dell’attuale legislazione dell’UE.
Per questo invita la Commissione, a proporre un’iniziativa legislativa sulla gestione dei rischi psicosociali e sul benessere al lavoro, in consultazione con le parti sociali.
La proposta dovrebbe
L’Europarlamento sostiene anche la necessità di una formazione psicosociale per i dirigenti e lavoratori per adattarsi alle pratiche di organizzazione del lavoro e promuovere una comprensione profonda dei problemi di salute mentale nel luogo di lavoro: per questo incoraggia i datori di lavoro a promuovere approcci, politiche e pratiche positivi per una buona salute mentale e il benessere sul lavoro.
Il Parlamento europeo propone anche di designare e formare un dipendente di riferimento per la salute mentale o di predisporre una sezione dedicata nella piattaforma di comunicazione interna per il loro luogo di lavoro con informazioni per indirizzare i dipendenti verso i servizi di salute mentale e sottolinea il coinvolgimento delle parti sociali nell’elaborazione e nell’attuazione di tale formazione.
Nella Risoluzione, il Parlamento invita le aziende a garantire che nei luoghi di lavoro i dipendenti dispongano di un sostegno e di soluzioni accessibili, professionali e imparziali in materia di salute mentale, nel debito rispetto della vita privata dei lavoratori e della riservatezza, e invita gli Stati membri a garantire che l’assistenza sanitaria pubblica comprenda un facile accesso alla consulenza a distanza.
Per questo incoraggia la Commissione a lanciare iniziative di educazione e sensibilizzazione sulla salute mentale sul luogo di lavoro e nei programmi scolastici e invita la Commissione e gli Stati membri a sfruttare i fondi dell’UE per creare piattaforme e applicazioni digitali per la salute mentale oltre a esaminare la fattibilità dell’istituzione di un numero di assistenza telefonica comune a livello dell’UE per il sostegno alla salute mentale.
Infine, il parlamento invita gli Stati membri a valutare la possibilità di creare servizi locali o regionali di intermediazione per i rischi psicosociali, che offrano consulenza e supporto tecnico ai lavoratori autonomi e ai datori di lavoro, ai dirigenti e ai lavoratori delle microimprese e delle PMI in merito alla prevenzione dei rischi psicosociali e ai conflitti psicosociali sul luogo di lavoro, nonché diffondano informazioni sui rischi psicosociali e sulla loro prevenzione.
Secondo l’Istituzione europea, gli imprenditori e le PMI necessitano di un sostegno particolare per gestire l’impatto dei fattori di pressione e stress quotidiani e per promuovere la consapevolezza della salute mentale sul luogo di lavoro: per questo richiede iniziative dell’UE per assisterli nella valutazione dei rischi, nelle campagne di prevenzione e di sensibilizzazione e nella messa in atto di buone pratiche.
In tal senso si sottolinea il ruolo di Eu-OSHA la cui prossima Campagna riguarda proprio il “lavoro digitale sicuro” che fornirà gli strumenti e le norme necessari per valutare i rischi per la forza lavoro e attuare misure di prevenzione adeguate in tutti i settori di attività.