Negli ultimi tempi le amministrazioni comunali si sono letteralmente innamorate degli impianti di videosorveglianza per il controllo del territorio cittadino. L’utilità di questi impianti è condivisa da amministrazioni di qualunque colore politico, ma non tutti i progettisti ed installatori prestano attenzione ad alcune peculiarità, afferenti a queste tipologie di impianto.
Una telecamera posta all’esterno è esposta a sbalzi di temperatura e umidità. Questo è il motivo per cui le norme europee, che governano la progettazione di impianti di videosorveglianza per esterno, danno chiare indicazioni in merito alle caratteristiche ambientali, in cui la telecamera deve operare.
Ecco i quattro livelli previsti:
Un’installazione non corretta di telecamere, poste a controllo di aree pubbliche, può esporre al rischio di danneggiamenti, soprattutto durante manifestazioni di piazza. I gruppi estremistici sono ormai diventati assai abili nel realizzare di dispositivi portatili, che permettono, grazie ad una bomboletta di vernice spray, posta all’estremità di un palo, di imbrattare la custodia esterna della telecamera, rendendo inutilizzabili le riprese.
Il corretto posizionamento di una telecamera esterna, deve tener conto del fatto che la luce solare varia la direzione di provenienza e il livello di illuminazione ambientale.
Come regola generale, una telecamera dovrebbe essere sempre puntata verso nord, in modo da evitare che la luce solare accechi il sensore a mezzogiorno. La telecamera non dovrebbe mai essere orientata verso est o verso ovest, per evitare che le riprese siano di pessima qualità, rispettivamente nelle primissime ore del giorno e nelle ultime ore del giorno.