Presentiamo un quesito pervenuto alla rivista Antincendio,relativo all’adeguamento di una struttura ospedaliera .Il quesito
Sto lavorando all’adeguamento di una struttura ospedaliera costituita da due piani seminterrati e quattro livelli fuori terra, per un totale di 125 posti letto. La struttura è costituita da
aree di tipo B,C,D, E.
Orbene, mi sono state mosse le
seguenti contestazioni.
a) Sul
calcolo del carico di incendio relativo a depositi di superficie inferiore a 50 mq: volendo dimostrare che il carico di incendio non supera i 30 kg/mq, mi è stato fatto notare che la grandezza di riferimento è il carico di incendio specifico nominale e non il carico di incendio specifico di progetto. In altri termini mi è stato detto di non considerare i coefficienti di riduzione. A me pare un approccio incomprensibile poiché il Decreto del 9 marzo 2007 fa riferimento al carico specifico di progetto.
b) Per quanto riguarda il
dimensionamento della rete idranti per la protezione interna il decreto 18/settembre/2002 prescrive il funzionamento di almeno tre idranti e poiché nel caso specifico ho tre colonne, penso di dover simulare il funzionamento di almeno due di esse per un totale di 6 idranti (3 per colonna). Il comando dei Vigili del fuoco mi ha fatto notare che invece bisogna comunque prevedere il funzionamento di tre idranti (e non sei) anche se con riferimento a due colonne. Potrebbe chiarirmi questi dubbi?
Secondo l’Esperto
Le contestazioni di cui parla il Lettore sembrano infondate, sia per quanto concerne il calcolo del carico d’incendio, per il quale fa fede
il D.M. 9 marzo 2007 (carico specifico di progetto) e sia per quanto riguarda la Rete idranti che deve essere
conforme alla UNI 10779, così come del resto è previsto dal recente Decreto sugli impianti di protezione attiva antincendi (i Vigili del fuoco possono verificare la rispondenza alla UNI 10779)