I sistemi di condotti di ventilazione possono creare pericoli poiché sono in grado di facilitare la diffusione di fumo e di gas caldi in caso di incendio. Negli edifici moderni i canali di ventilazione sono spesso dei sistemi complessi e di notevole estensione e la loro influenza sul rischio di incendio deve essere attentamente considerata.
Il rischio di incendio può essere ridotto sia mediante l’impiego di serrande tagliafuoco nei punti in cui i condotti attraversano le separazioni tagliafuoco, sia con l’impiego di condotti che hanno caratteristiche di resistenza al fuoco, che tengano conto però degli effetti di pressione o depressione in relazione al movimento dell’aria nelle canalizzazioni.
Le regole tecniche di prevenzione incendi prevedono, in generale, che le condotte degli impianti di ventilazione e di condizionamento non devono attraversare luoghi sicuri, che non siano a cielo libero, vani scala e vani ascensore o locali che presentino pericolo di incendio, di esplosione e di scoppio. L’attraversamento di questi locali può tuttavia essere ammesso se le condotte sono racchiuse in strutture resistenti al fuoco di classe almeno pari a quella del vano attraversato.
È evidente, in questa circostanza, che la resistenza al fuoco del condotto deve essere valutata in relazione al regime di pressioni e depressioni a cui la canalizzazione è sottoposta durante il funzionamento dell’impianto.
La norma ISO 6944-1:2024 specifica un metodo di prova per determinare la resistenza al fuoco di condotti di ventilazione verticali e orizzontali in condizioni di incendio standardizzate, mediante un test che esamina il comportamento dei condotti esposti al fuoco dall’esterno (condotto A) e al fuoco all’interno del condotto (condotto B).
Il documento non è applicabile a:
Questo test ha lo scopo di misurare la capacità di uno o più condotti, facenti parte di un sistema di distribuzione dell’aria, di resistere alla propagazione del fuoco da un compartimento antincendio all’altro.
È applicabile a condotti verticali e orizzontali, con o senza diramazioni, in presenza di giunti e aperture di scarico, nonché di dispositivi di sospensione e punti di penetrazione.
Il test tiene conto dell’effetto dell’esposizione al fuoco dall’esterno nel condotto, all’interno del quale viene mantenuta una depressione di 300 Pa, nonché dell’effetto del fuoco che entra nei condotti in condizioni in cui potrebbe essere presente o meno un movimento forzato dell’aria, mantenendo una velocità dell’aria di 3 m/s.
I condotti esposti al fuoco dall’interno vengono testati con aria in movimento in modo che la prova sia rappresentativa delle situazioni di “ventilatore spento” e “ventilatore acceso” che possono verificarsi nella pratica.
Articolo tratto dalla rubrica Aggiornamento Tecnico Normativo pubblicata sul numero di gennaio 2025 della rivista Antincendio
