01.10.25
Disponibile gratuitamente sul sito di INAIL il volume: La valutazione dei rischi in ottica di genere (inail.it), il primo di una serie dedicata all’integrazione della valutazione dei rischi in ottica di genere.
Le successive monografie conterranno ulteriori schede di rischio in ottica di genere, e aggiornamento, se necessario, di quelle finora pubblicate.
La pubblicazione è organizzata in
Al suo interno anche un’analisi della letteratura tecnico-scientifica, le principali esperienze realizzate in Italia negli anni passati, anche per fornire un quadro teorico alla base del percorso metodologico necessario per adempiere efficacemente al dettato normativo.
INAIL ricorda come le differenze di sesso afferiscano alla sfera biologica, mentre la differenza di genere afferisce alla sfera sociale e culturale.
Partendo da qui vengono proposti dei criteri per una più efficace valutazione in ottica di genere dei rischi per la salute e la sicurezza e dei rischi organizzativi/trasversali, che sono approfonditi in modo specifico. Si fa anche riferimento alle risultanze della medicina e della tossicologia di genere e dei principali aspetti tecnici derivanti dalle conoscenze finora acquisite
Spiega INAIL che per facilitare il processo di integrazione dei documenti di valutazione dei rischi già redatti dai datori di lavoro, viene proposto un primo gruppo di schede sintetiche che, a partire da una breve descrizione del rischio, evidenziano se lo stesso sia “neutro”, ovvero indifferenziato rispetto al genere, o abbia talune specificità di genere anche in relazione ai danni connessi ed alle misure di prevenzione e protezione differenziate.
L’art. 28 del d.lgs. 81/2008 e s.m.i. prevede che il datore di lavoro valuti tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori, chiarendo, con il termine “ivi compresi”, che devono essere valutati, anche quelli connessi alle differenze di genere, all’età e alla provenienza da altri Paesi.
Cosa significa allora l’integrazione del DVR in un’ottica di genere?
Il Testo Unico di Sicurezza non ha fornito indicazioni di metodo e ciò significa che non si tratta di redigere un nuovo documento di valutazione del rischio, con inutile dispendio di denaro e di energie; si tratta semmai di leggere in questa ottica il proprio DVR aziendale per individuare i punti che necessitano di un’integrazione.
Una corretta conoscenza e valutazione dei rischi in ottica di genere è imprescindibile per l’attuazione di interventi di prevenzione più mirati ed efficaci.
Tradizionalmente, la normativa in tema di salute e sicurezza sul lavoro non ha fatto distinzione tra i diversi generi, tanto che luoghi di lavoro, macchine e attrezzature, postazioni di lavoro e persino i DPI sono stati progettati e resi disponibili per individui occidentali, di sesso maschile di corporatura ed età medie e standardizzata.
Occorre tenere conto che non solo uomini e donne possono essere esposti a rischi diversi nei vari comparti di lavoro, ma possono rispondere in maniera diversa alla stessa esposizione a un determinato rischio. Inoltre, alcuni rischi necessitano di essere ulteriormente indagati, proprio al fine di raggiungere una tutela delle persone esposte più efficace e specifica.
Tuttavia, la valutazione dei rischi in ottica di genere ad oggi riscontra difficoltà attuative e carenza di metodologie standardizzate.
È significativo in questo volume INAIL, l’individuazione dei passi da compiere suggeriti da INAIL:
È una parte fondamentale della monografia INAIL: l’Istituto propone un primo gruppo di schede di rischio in ottica di genere, riepilogative dei principali elementi di pericolo.
Vengono compilate secondo un format rivisto e attualizzato, organizzate in modo sistematico per essere un supporto alla valutazione del rischio, evidenziando, a partire da una breve descrizione del rischio, se lo stesso sia “neutro”, ovvero indifferenziato rispetto al genere, o abbia talune specificità di genere anche in relazione ai danni connessi e alle misure di prevenzione e protezione differenziate.
I ricercatori INAIL chiariscono, a proposito delle misure di prevenzione e protezione proposte che esse mirano a garantire, e non ad escludere, un pari accesso ad ogni mansione a tutti i lavoratori tutelandone la salute e la sicurezza.
Le schede sono di colori diversi in base alle varie tipologie di rischio, per essere agevolmente individuabili.
Riportano in maniera molto sintetica i principali aspetti su cui puntare l’attenzione sia in termini di analisi del rischio che in termini di prevenzione e protezione, evidenziando anche eventuali informazioni disponibili nella letteratura scientifica su una differenziazione degli effetti sulla salute.
Inoltre, richiedono un adattamento alla specifica realtà aziendale, mettono a sistema il materiale esistente, rendendolo immediatamente disponibile.
Le schede di rischio sono precedute da una scheda “preliminare” (scheda generale) che ha la funzione di rilevare e riportare tutti quegli elementi aziendali e organizzativi utili ad impostare correttamente la valutazione dei rischi in ottica di genere.
Dopo una breve descrizione del rischio, viene evidenziato se lo stesso, oltre ad essere “neutro”, ovvero trasversale ai due sessi, rappresenti delle specificità per l’uomo piuttosto che per la donna.
Nelle “fonti di rischio” sono elencati, in modo sintetico e non esaustivo, i settori produttivi, le lavorazioni o le mansioni in cui più frequentemente è presente il rischio in analisi.
Sono quindi trattati separatamente gli effetti sulla salute e sulla sicurezza, con evidenza dei danni di tipo neutro (nei casi in cui non vi siano evidenze scientifiche di differenziazione uomo/donna) e quelli specifici, nei casi in cui gli studi rivelino ad esempio esiti infortunistici o di salute diversi in base al sesso. Al loro interno si valutano le differenze nell’assorbimento, nel metabolismo, nell’escrezione, nei fattori od organi bersaglio. Sono differenziate per genere, laddove previsto anche le misure di prevenzione e protezione.
La pubblicazione è integralmente scaricabile dal sito di INAIL
01.10.25
25.09.25