19.11.25
In questa pagina vediamo cosa sono i Contratti di Sviluppo ed il loro finanziamento da parte del Governo.
Il Contratto di sviluppo, introdotto nell’ordinamento dall’articolo 43 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, ed operativo dal 2011, rappresenta il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento produttivi strategici ed innovativi di grandi dimensioni.
La gestione dei Contratti di sviluppo è affidata all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, che opera sotto le direttive ed il controllo del Ministero dello sviluppo economico.
I Contratti di Sviluppo finanziano:
• programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
• programmi di sviluppo per la tutela ambientale;
• programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.
Le agevolazioni sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:
• finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili
• contributo in conto interessi
• contributo in conto impianti
• contributo diretto alla spesa
Per il funzionamento: la pagina del MISE
Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato la stanziamento di 2,2 miliardi di euro (vedi sotto) a sostegno della competitività delle filiere industriali strategiche del Paese, che è tra le priorità indicate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
L’obiettivo è di realizzare almeno 40 nuovi progetti d’investimento su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo nei settori: automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico-farmaceutico, turismo, design, moda e arredo, agroindustria e tutela ambientale.
La dotazione finanziaria dei Contratti di sviluppo, 450 milioni di euro stanziati nella legge di bilancio 2022, sarà integrata con le risorse previste dal PNRR. Lo annuncia il ministro spiegando che:
Secondo il Ministro: “Lo strumento dei Contratti di sviluppo è stato ridisegnato proprio con l’obiettivo di agevolare la realizzazione di progetti d’investimento che favoriscono la reindustrializzazione e la valorizzazione del nostro patrimonio industriale, incentivando programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico che sono la chiave per vincere la sfida della transizione digitale e green. In quest’ottica – conclude il ministro – abbiamo anche voluto dare un segnale chiaro e concreto ai lavoratori coinvolti in aree territoriali e aziende in crisi, legando la concessione di incentivi agli impegni degli investitori ad assumerli”.
Ogni progetto d’investimento finanziato dovrà infatti essere funzionale alla nascita, allo sviluppo o al rafforzamento di imprese appartenenti a filiere strategiche che siano in grado di aumentare la produttività e la crescita economica del Paese oltre che generare un impatto positivo sull’occupazione.
Il ministro Giorgetti ha poi modificato la normativa per la valutazione dei progetti e la concessione degli incentivi previsti dai Contratti di sviluppo: le imprese che presenteranno richiesta di accesso agli strumenti agevolativi, nel caso in cui a seguito della realizzazione del programma di sviluppo sia previsto un incremento occupazionale, dovranno impegnarsi ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Mise.
Per approfondire sulle ultime news relative alle risorse aperte per i Contratti di Sviluppo:
Per avere un quadro degli altri incentivi economici promossi dal Ministero dello Sviluppo economico suggeriamo l’articolo sugli Accordi per l’innovazione, l’altro strumento incentivante previsto dal MISE a favore delle imprese.