19.11.25
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri lancia un appello al Governo dopo la chiusura anticipata del piano Transizione 5.0. La sospensione improvvisa delle risorse mette in difficoltà aziende e professionisti impegnati nei progetti di innovazione digitale e sostenibile.
Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) interviene con decisione sulla chiusura anticipata del piano Transizione 5.0, chiedendo al Governo di garantire continuità e certezza negli incentivi per gli investimenti aziendali.
Il piano, chiuso il 7 novembre 2025 dal MIMIT a causa dell’esaurimento delle risorse, avrebbe dovuto sostenere la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica delle imprese fino a fine anno.
L’improvvisa sospensione, spiega il CNI, ha messo in crisi numerose aziende e studi tecnici che avevano avviato o pianificato progetti strategici contando sui crediti previsti.
Il Consiglio denuncia gravi conseguenze economiche e reputazionali anche per gli ingegneri coinvolti nella certificazione dei requisiti, che rischiano di non essere remunerati per attività già svolte e di aver sostenuto costi assicurativi inutili.
Secondo il CNI, l’instabilità normativa mina la competitività del sistema industriale e compromette la fiducia tra imprese e istituzioni. “La Transizione 5.0 non è solo un pacchetto di incentivi – sottolinea il Consiglio – ma una colonna portante per il futuro industriale del Paese”.
Il CNI chiede quindi al Governo risposte rapide e una visione chiara e duratura, per consentire alle aziende – in particolare alle PMI – di proseguire con investimenti mirati alla digitalizzazione e alla sostenibilità, evitando interruzioni che danneggiano la catena del valore e la resilienza del sistema produttivo.
Leggi il comunicato completo sul sito del Consiglio Nazionale degli Ingegneri