18.11.25
Combustibile, comburente ed energia di attivazione sono i tre elementi che compongono il triangolo del fuoco. In questo articolo analizziamo questi tre elementi e scopriamo i principi che conducono alla combustione.
Il triangolo del fuoco è la rappresentazione simbolica delle condizioni che si devono realizzare affinché possa verificarsi una combustione.
La presenza di un combustibile e di un comburente non è sufficiente, da sola, a determinarne lo sviluppo. Serve un innesco che fornisca la cosiddetta energia di attivazione: quest’energia, sotto forma di calore, costituisce il terzo lato del triangolo della combustione e può avere origine varia.
Essendo una reazione esotermica, una volta innescata, la combustione genera calore; questo può esser sufficiente a sostenere la reazione anche in assenza di apporto di energia dall’esterno.

Dalla rappresentazione mediante triangolo del fuoco si possono trarre i principi generali della prevenzione e dell’estinzione degli incendi: la necessità di rompere il triangolo eliminando almeno uno dei tre lati ovvero uno dei tre elementi necessari affinché la reazione abbia luogo.
I tre elementi che compongono il triangolo del fuoco e che sono essenziali per la combustione sono:
In realtà anche la presenza dei tre componenti principali è condizione necessaria ma non sufficiente perché si sviluppi la combustione.
Servono altre condizioni favorevoli allo sviluppo del processo: la corretta proporzione tra combustibile e comburente, il livello appropriato di energia dato dall’innesco, l’iterazione della catena di reazioni chimiche intermedie che sviluppano i catalizzatori o radicali liberi.
La combustione è una reazione chimica di ossido-riduzione tra le due sostanze denominate combustibile e comburente, con sviluppo di calore e, generalmente, di luce, accompagnata dall’emissione di fumo e gas, come prodotti residui.
La combustione si sviluppa attraverso una catena di reazioni chimiche intermedie che originano altre sostanze, instabili, chiamate catalizzatori o radicali liberi.
Il passaggio attraverso tali composti, nelle loro successive combinazioni e trasformazioni, conduce, dalle sostanze iniziali ai prodotti finali della combustione stessa.
Il combustibile è la sostanza dalla quale, nella reazione, si sviluppano calore e in genere luce. Nella reazione, il combustibile si “ossida” cedendo gli elettroni alla sostanza ossidante e fornendo energia sotto forma di luce e calore.
I combustibili possono trovarsi nello stato fisico:
Tuttavia, la combustione con fiamma avviene solo per combinazione di sostanze allo stato gassoso.
La fiamma che si sprigiona da un combustibile solido o liquido deriva dai gas o dai vapori emessi dai solidi e dai liquidi per effetto del loro riscaldamento.
I combustibili gassosi (sono quelli che si trovano allo stato fisico di gas a temperatura e pressione ambiente) si miscelano immediatamente con l’ossigeno presente nell’aria e, pertanto, sono particolarmente pericolosi.
Infatti, per avviare la combustione della miscela è sufficiente una quantità minima di energia (prodotta ad esempio da una scintilla).
I combustibili liquidi emettono, a temperatura ambiente, vapori che, combinandosi con il comburente, producono la miscela infiammabile.
Tale emissione aumenta con la temperatura e varia in funzione della natura della sostanza.
I combustibili liquidi comprendono carburanti (benzina, gasolio), olii lubrificanti, alcoli vernici e solventi.
I combustibili solidi emettono gas a seguito di un processo chiamato PIROLISI, che avviene sottoponendo a riscaldamento il materiale.
Il gas emesso combinandosi con il comburente brucia con fiamma; il restante materiale brucia senza fiamma, formando le braci; al temine della combustione rimangono le ceneri, incombustibili.
i combustibili solidi comuni comprendono legno, carta, carbone; tessuti, fibre tessili in generale; materie plastiche; gomma.
Combustibili solidi in polvere, dal punto di vista dell’incendio si comportano come gas e portano facilmente all’esplosione.
Il comburente è la sostanza dalle caratteristiche chimico-fisiche idonee per la combinazione con i combustibili ai fini dello sviluppo della reazione combustibile.
Il comburente è la sostanza che si “riduce”, acquistando gli elettroni dal combustibile, il quale viene “ossidato”.
Generalmente si prende in considerazione, quale comburente, solamente l’ossigeno dell’aria (alla percentuale del 21% nell’ambito dei costituenti l’aria stessa), ma esistono altri comburenti (ad es. il cloro), che possono reagire con le sostanze combustibili per dar luogo a reazioni esotermiche.
Una miscela più ricca di ossigeno modifica le condizioni di infiammabilità:
Il terzo lato del triangolo del fuoco è quello relativo all’energia di attivazione.
L’energia di attivazione può essere fornita alla miscela infiammabile:
La combustione prende avvio o perché la miscela di aria e combustibile entra direttamente a contatto con la sorgente di ignizione o perché una fonte di calore, non a contatto diretto con la miscela infiammabile, è in grado di far aumentare la temperatura del materiale combustibile fino a fargli raggiungere quella di autoaccensione.
Esempi di sorgenti reali di innesco diretto sono:
Fiamme e scintille, anche di breve durata, sono caratterizzate da una temperatura molto alta e un contenuto energetico generalmente sufficiente ad accendere fuochi di gas, polveri e vapori combustibili.
Esempi di trasmissione del calore a distanza dal posto in cui viene prodotto sono rappresentati dalla sua propagazione attraverso elementi metallici strutturali degli edifici, o dalla diffusione, attraverso scale o altri collegamenti verticali, di fumi e correnti di aria o gas caldi, generati da un incendio. Tali esempi evidenziano come un incendio possa, in certe condizioni, propagarsi e creare situazioni di pericolo anche in aree ritenute sicure.
Il fuoco è la manifestazione visibile di una reazione chimica (combustione) che avviene tra due sostanze diverse (combustibile e comburente) con emissione di energia sensibile (calore e luce). Le condizioni per cui tale reazione possa avere continuità è che si mantengano entro i limiti definiti i parametri di temperatura e volume percentuale reciproco di combustibile e comburente.
È possibile che il combustibile prenda fuoco per autocombustione o riscaldamento spontaneo.
L’autocombustione è un evento che si manifesta in particolari situazioni, con determinati materiali, soprattutto di origine naturale, in cui sono essi stessi a generare il calore che serve ad avviare una combustione, in assenza di fonti esterne che apportano energia.
Per saperne di più consulta l’articolo Come spegnere un incendio: metodi e tempi



