18.11.25
I rischi per la salute e l’incolumità delle persone derivano direttamente dai prodotti della combustione. In questo articolo vediamo quali sono i prodotti generati dalla combustione in caso di incendio e la loro pericolosità per l’uomo e per l’ambiente.
I prodotti della combustione posson essere divisi in quattro categorie:
Tutti i prodotti della combustione sono estremamente pericolosi per l‘ambiente e per l’essere umano.
Sono, insieme al fumo, l’effetto immediato percepibile di un incendio in quanto, nella maggior parte dei casi, sono visibili rientrando in lunghezze d’onda nel campo del visibile e quindi percepibili all’occhio umano. Esistono tuttavia alcune tipologie di fiamme (metanolo) non visibili all’occhio umano.
Le fiamme rappresentano la conseguenza luminosa della combustione dei gas che si sviluppano durante l’incendio. Il colore della fiamma consente di definire, approssimativamente, la temperatura raggiunta.
Le fiamme possono essere distinte di due categorie:
Il fumo si forma a causa di piccole particelle che possono essere solide o liquide.
Nel primo caso sono generate da una combustione con carenza di ossigeno e sono trascinate dai gas caldi. Insieme alle ceneri creano una barriera scura che riduce la visibilità, rendendo difficoltosa l’evacuazione e determinando una perdita di orientamento. Nel secondo caso sono costituite da particelle di vapore acqueo, che condensando al di sotto dei 100°C, produce un fumo bianco.
In entrambi i casi il fumo rappresenta una delle maggiori criticità per la salvaguardia delle persone. Riducendo infatti la visibilità, determina la perdita di orientamento, generando panico. Si tratta di uno degli aspetti più pericolosi nella gestione di un’emergenza dovuta ad un incendio. Inoltre l’inalazione di sostanze tossiche e la riduzione di ossigeno determina problemi di tipo respiratorio che aggravano la situazione. Il fumo rappresenta, in molti casi, la causa principale di perdita di vite umane durante un’emergenza dovuta ad un incendio.
Fra i prodotti della combustione, il calore è quello che determina la propagazione dell’incendio in quanto provoca un aumento di temperatura dei materiali combustibili (anche di quelli nelle vicinanze e di quelli che stanno già partecipando alla combustione) oltre a provocare danneggiamento e distruzione.
Il calore si propaga per:
La conduzione avviene all’interno dei singoli corpi o due corpi diversi a contatto, in qualsiasi stato (solido, liquido, aeriforme). Questo processo va sempre da alte a basse temperature.
La convezione invece si presenta solo nei fluidi (liquidi e gas). Si verifica quando, ad esempio, si riscalda un fluido per conduzione. Può essere influenzata da fattori esterni (il vento) ed è molto importante sia rispetto all’afflusso d’aria che alimenta un incendio, sia rispetto all’evacuazione dei fumi durante un incendio.
L’irraggiamento è un trasferimento di energia che avviene attraverso onde elettromagnetiche e non ha bisogno di un mezzo di propagazione poiché la quantità di energia emessa da un corpo è proporzionale alla quarta potenza della sua temperatura. Più alta è la temperatura di un corpo e maggiore è la quantità di energia che trasmette per irraggiamento. Un corpo caldo, ad esempio una stufa, irraggia calore.
I gas di combustione sono quelli che rimangono allo stato gassoso nell’ambiente anche dopo essersi raffreddati fino alla temperatura ambiente. Dipendono sia dalla tipologia di combustibile presente durante l’incendio, sia dalla quantità di ossigeno presente nell’ambiente, sia dalla temperatura raggiunta dall’incendio.
I principali sono:
Il monossido di carbonio è un gas molto tossico, inodore, incolore.
Per saperne di più consulta l’articolo Gli effetti dell’incendio sull’uomo: i gas di combustione
Il monossido di carbonio è un gas estremamente pericoloso per l’essere umano in quanto è in grado di legarsi con l’emoglobina del sangue riducendo l’ossigenazione dei tessuti e muscoli con effetti devastanti che possono portare alla morte dell’individuo.
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