11.11.25
L’identità digitale è l’insieme dei dati che in un sistema informatico definiscono una persona, l’impronta digitale invece è la traccia di dati che una persona o un’azienda lascia quando usa internet. In questo articolo esaminiamo identità digitale e impronta digitale nel mondo internet: cosa sono, a cosa servono e le diverse tipologie
L’identità digitale è fondamentalmente l’equivalente online dell’identità di una persona nel mondo reale. Essa comprende tutte le informazioni che rappresentano un individuo nel mondo digitale, e può includere informazioni di base come nome, indirizzo, e-mail, password, ma anche dettagli più delicati come i dati biometrici (impronte digitali, riconoscimento facciale, ecc.) o firme e certificati digitali che identificano la persona in forma certa.
L’identità digitale può essere utilizzata per accedere a una varietà di servizi e applicazioni online, come e-mail, social media, e-commerce, servizi bancari online, e altro ancora.
La sicurezza dell’identità digitale è conseguentemente di fondamentale importanza, poiché il furto della stessa con il conseguente accesso non autorizzato alle nostre informazioni, può portare a gravi conseguenze (come la perdita di denaro, la violazione della privacy, la perdita di reputazione, ecc.).
La gestione dell’identità digitale (in inglese “Digital Identity Management”) è un settore importante della sicurezza informatica che si occupa della creazione, della gestione e della sicurezza delle identità digitali, in tutto il loro ciclo di vita.
L’impronta digitale (non intesa come l’impronta del dito, quella usata nelle indagini poliziesche per capirci), o in inglese “digital footprint” (footprint in inglese significa orma o impronta del piede), è invece la traccia che lasciamo “muovendoci” nel mondo digitale.
Mentre navighiamo, ricerchiamo informazioni, usiamo i social, scriviamo e-mail, acquistiamo prodotti, usufruiamo di servizi, lasciamo un’impronta più o meno rilevabile.
Questa impronta digitale può essere di due tipi:
• attiva, che comprende tutte quelle informazioni che un utente condivide volontariamente online, come ad esempio i post sui social media, i commenti sui blog, le e-mail inviate, ecc.
• passiva, ossia costituita da informazioni che vengono raccolte su un utente senza che questi ne sia necessariamente consapevole, come ad esempio attraverso i famosi cookies dei siti web che visitiamo e che possono tracciare le nostre attività, o il nostro fornitore di servizi Internet (ISP, Internet Service Provider) che può e deve registrare i siti web che visitiamo o i download che effettuiamo.
Le impronte digitali possono essere utilizzate per una serie di scopi, sia benigni che maligni.
Ad esempio, possono essere utilizzate per personalizzare l’esperienza dell’utente, per offrire prodotti per lui interessanti (in generale per fare quella che si chiama profilazione degli utenti).
Per contro, possono anche essere utilizzate per il tracciamento non autorizzato di un soggetto, per il furto di identità, per l’ingegneria sociale, o per altre attività illegali.
È meglio quindi che impariamo a muoverci nel mondo digitale lasciando meno impronte possibili…muovendosi, cioè, in leggerezza e sicurezza.
Per farlo occorre sempre la piena consapevolezza di ciò che facciamo.
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