10.10.25
Si definiscono aree a rischio specifico quei luoghi dove è possibile individuare ambiti caratterizzati da un rischio di incendio differente rispetto a quello tipico dell’attività. Vediamo cosa sono e quali le strategie da adottare per mitigare il rischio.
Di seguito si riporta la definizione tratta dal nuovo codice:
Area a rischio specifico: ambito dell’attività caratterizzato da rischio di incendio sostanzialmente differente rispetto a quello tipico dell’attività.
La presenza di tali aree all’interno dei luoghi di lavoro deve essere individuata dal progettista sulla base delle regole tecniche di prevenzione incendi applicabili all’attività, della valutazione del rischio incendio e di alcuni criteri di seguito elencati:
Tenere, in armadi metallici, liquidi infiammabili in quantità limitate necessarie per l’impiego in alcune fasi dell’attività principale, non è generalmente considerato rischio specifico.
Definita la presenza di “aree a rischio specifico”, le misure utili a mitigare il rischio incendio presente in tali aree sono indicate nelle specifiche regole tecniche, dove non esplicitate devono essere individuate dal progettista sempre sulla base della valutazione del rischio incendio, considerando almeno le informazioni desumibili dalle seguenti documentazioni:
• schede di sicurezza di sostanze o miscele pericolose;
• norme applicabili;
• specifiche e manuali dei fabbricanti degli impianti e delle macchine.
Basandosi sui risultati della valutazione del rischio ed alle caratteristiche delle aree a rischio, il progettista dovrà valutare l’applicazione delle seguenti misure, proposte dalle regole di progettazione generale della sicurezza antincendio.

I prodotti della combustione: quali sono
Il Triangolo del Fuoco e i principi della Combustione
Come spegnere un incendio: metodi e tempi per la gestione antincendio
Sostanze estinguenti: quali sono, a cosa servono e come agiscono?