Un set di
indicatori di sostenibilità che, se adottato dalle imprese, potrebbe consentire per la prima di volta di comparare le performance ambientali, sociali e di governance delle imprese italiane: lo hanno presentato il 27 marzo a Roma
Istat e Csr Manager Network (Associazione dei Responsabili delle politiche di sostenibilità delle maggiori aziende italiane).
L’iniziativa è stata definita
una novità assoluta in termini di trasparenza dell’informativa di impresa in Italia e a livello internazionale perché consentirà di
analizzare informazioni aziendali di fondamentale importanza – fino ad oggi indicate nei bilanci di sostenibilità in modo non omogeneo e confrontabile –
facendo emergere le aziende più virtuose.
Il progetto ha previsto la costruzione di
un set di 10 indicatori attraverso i quali valutare aspetti rilevanti connessi al contributo delle imprese al benessere del Paese. Tra questi,
il valore economico diretto complessivamente generato e distribuito dalle singole aziende; variabili della sostenibilità ambientale quali
l’uso delle fonti di energia,
la quantità di emissioni di gas serra e
gli investimenti di carattere ambientale; dimensioni essenziali della qualità del lavoro, quali l’inquadramento contrattuale e il grado di stabilizzazione dei collaboratori, le differenze retributive tra uomo e donna, la prevenzione del disagio lavorativo.
Per ciascuna variabile, anche attraverso indicatori sintetici a corredo, sarà possibile realizzare
confronti e benchmark di settore, nonché attivare monitoraggi degli scostamenti nel tempo.