11.11.25
Il cyberbullismo è purtroppo un fenomeno di grande attualità. Simile al bullismo per tipologia di molestia ed aggressione, si distingue da quest’ultimo poiché si manifesta attraverso l’utilizzo dei dispositivi elettronici e dei social media. In questo articolo vediamo cos’è, quali sono le sue principali caratteristiche e diverse categorie e come possiamo combatterlo e difenderci.
Comprendere il significato di cyberbullismo non è facile perché il continuo evolversi della tecnologia modifica anche questo fenomeno. Il cyberbullismo, così come il bullismo è un fenomeno che ha a che fare con comportamenti aggressivi messi in atto attraverso l’utilizzo dei social media o, più in generale, di dispositivi elettrici ed applicazioni online.
Il cyberbullismo prevede forme di aggressione, molestia e discriminazione virtuale, che vengono compiute attraverso rete internet.
Questo tipi di bullismo virtuale ha trovato un facile sviluppo grazie a tutte le nuove forme di comunicazione, come ad esempio i social, i forum, le chat e altri servizi di messaggistica.
Questo fenomeno è in forte crescita, soprattutto tra i giovanissimi. Una ricerca condotta da Save The Children, dice che tre ragazzi su dieci sono attivi con comportamenti violenti in rete, addirittura il 72% degli adolescenti vede questo fenomeno sociale il più pericoloso del momento.
Il numero di queste povere vittime è in continuo aumento e spesso questi ragazzi vengono presi di mira per diversi motivi, come ad esempio il presunto orientamento sessuale, le relazioni sentimentali, l’aspetto fisico e il modo di vestire.
Il cyberbullismo o bullismo online si caratterizza per:
Possiamo dividere il cyberbullismo in diverse tipologie:
Ci sono delle differenze tra il bullismo e cyberbullismo. I bulli sono di solito compagni di classe della povera vittima, il bullismo viene circoscritto a un determinato ambiente, di solito in quello scolastico. I cyberbulli invece sono ragazzi o anche adulti che possono operare da ogni parte del mondo, essendo in rete non c’è limite. Il cyberbullo può agire su un territorio molto vasto essendo in rete e può agire in qualunque momento della giornata.
Il cyberbullo non ha identità in rete e questo lo fa agire in piena libertà.
Questo gravissimo fenomeno porta le vittime ad isolarsi.
Conseguenze del cyberbullismo sono scarsa autostima, depressione, disturbi alimentari o del sonno, agitazione al ricevimento di un qualsiasi messaggio.
Purtroppo una percentuale bassissima di ragazzi avverte i propri genitori di quello che è accaduto. Infatti i ragazzi che generalmente subiscono questi attacchi, non ne parlano, provano confusione, senso di colpa ed impotenza, si chiudono in se stessi e pensano di doverne uscire da soli.
L’unico strumento per accorgersene è la comunicazione e il dialogo. Osservare i comportamenti può aiutare a capire se c’è qualcosa di strano. Infatti generalmente le vittime cambiano improvvisamente il comportamento con i propri amici, sia a scuola che in altri luoghi dove di solito socializzano. Diventano restii a frequentare i classici luoghi dove vengono organizzati eventi con altre persone. Evitano l’uso di computer o di telefoni che fino a poco tempo prima utilizzavano normalmente.
Questo fenomeno è stato oggetto di un apposito intervento normativo, così definito con la legge n. 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” entrata in vigore il 18 giugno 2017.
“Qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo. (Art.1) e indica misure di carattere preventivo ed educativo nei confronti dei minori (qualunque sia il ruolo nell’episodio) da attuare in ambito scolastico, e non solo”.
La legge prevede che il minore vittima di fenomeno (se ha più di 14 anni, altrimenti i genitori per suo conto), può chiedere al gestore del sito del social di oscurare, rimuovere o bloccare addirittura i contenuti diffusi in rete.
Se non si provvede entro 48 ore, la vittima può rivolgersi al Garante della Privacy che interverrà direttamente entro le successive 48 ore.
E’ anche possibile perseguire la via del ricorso all’autorità per una tutela penale, sul web è differente a seconda delle condotte, le pene sono varie e vanno da 6 mesi a 5 anni per un maggiorenne e 6 mesi per un minorenne, oppure viene applicata un’ammenda di 516 euro.
Ecco alcuni consigli che possono aiutarci a proteggerci da questo fenomeno:
Cybercrime: significato, tipologie e come difendersi dai reati informatici
Cyberwarfare, la guerra cibernetica: cos’è e come difendersi
