11.11.25
La Pubblica Amministrazione italiana è sempre più nel mirino degli attacchi informatici. Secondo i dati dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), negli ultimi anni oltre il 20% degli attacchi subiti dall’Italia ha riguardato enti pubblici, con conseguenze pesanti su sanità, amministrazioni locali, università e servizi digitali essenziali. Per questo ACN, in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica, ha pubblicato un vademecum con 12 buone pratiche di base destinate ai dipendenti delle PA. Un documento semplice, concreto e immediatamente applicabile nella quotidianità lavorativa.
Le statistiche mostrano che oltre la metà degli incidenti cyber nella PA deriva da errori umani: un clic su un link sospetto, una password debole, un dispositivo dimenticato sbloccato. In un contesto globale segnato anche da crisi geopolitiche, dove i conflitti si traducono in attacchi digitali su larga scala, rafforzare la consapevolezza dei dipendenti è fondamentale. Il fattore umano, spesso visto come anello debole, può diventare invece la prima linea di difesa.
Il vademecum elenca dodici pratiche di base, dalla gestione delle credenziali all’uso corretto dei dispositivi. Eccole nel dettaglio:
Seguire queste regole non significa soltanto proteggere i sistemi informatici dell’amministrazione, ma salvaguardare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. Ogni dipendente pubblico, con gesti quotidiani, può contribuire a garantire la continuità dei servizi e a prevenire violazioni potenzialmente devastanti.
Il messaggio dell’ACN è chiaro: la sicurezza digitale non è solo una questione tecnologica, ma soprattutto culturale.
Buone pratiche di cybersecurity di base per i dipendenti delle PP.AA.