11.11.25
Ieri, 26 giugno in videoconferenza, l’ANAC, l’Agenzia per l’Italia Digitale e il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri hanno presentato agli stakeholder e ai soggetti interessati le Regole tecniche per le piattaforme di e-procurement e le prossime tappe della loro attuazione.
Il Documento è il frutto di un lungo lavoro di confronto sulla digitalizzazione degli appalti pubblici svolto da ANC attraverso una consultazione permanente del mercato, avviata da AgID già nell’aprile del 2022 aperta a tutti gli attori dell’ecosistema dell’e-procurement.
Cosa contiene il Documento che riporta le nuove regole valide per gli appalti pubblici? Cosa si intende per E-procurement e quale normativa è attualmente vigente?
Le Regole tecniche predisposte da ANAC contengono i requisiti tecnici e le modalità di certificazione delle piattaforme di approvvigionamento digitale, come previsto dall’art. 26 del nuovo Codice dei contratti (D.lgs. n. 36/2023).
Le nuove regole sono previste dal Piano Triennale per l’informatica nella PA, nel piano di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione.
Il Documento prodotto si basa sulla semplificazione e sull’innovazione dei processi, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi al cittadino e alle imprese.
Articolo 26 del D.Lgs. n.36/2023
Regole tecniche.
1. I requisiti tecnici delle piattaforme di approvvigionamento
digitale, nonché la conformità di dette piattaforme a quanto
disposto dall'articolo 22, comma 2, sono stabilite dall'AGID di
intesa con l'ANAC e la Presidenza del Consiglio dei ministri,
Dipartimento per la trasformazione digitale, entro sessanta giorni
dalla data di entrata in vigore del codice.
2. Con il medesimo provvedimento di cui al comma 1 sono stabilite
le modalità per la certificazione delle piattaforme di
approvvigionamento digitale.
3. La certificazione delle piattaforme di approvvigionamento
digitale, rilasciata dall'AGID, consente l'integrazione con i servizi
della Banca dati nazionale dei contratti pubblici. L'ANAC cura e
gestisce il registro delle piattaforme certificate.


Per E-procurement (electronic public procurement) è la digitalizzazione dei processi di approvvigionamento di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni
La digitalizzazione degli appalti pubblici contribuisce a snellire e accelerare le procedure di acquisto delle amministrazioni, ad allargare la partecipazione dei soggetti che operano nel mercato e a rendere il ciclo di vita degli appalti ancora più trasparente, rendendo semplici e puntuali i necessari controlli.
L’e-procurement rappresenta una fondamentale leva per la crescita dell’economia, per la modernizzazione ed una maggiore efficienza dei processi amministrativi, per il controllo e la riduzione della spesa pubblica.
Gli operatori del settore, a seguito della consultazione pubblica hanno rimarcato la capacità di produzione di soluzioni digitali per il procurement pubblico attraverso proposte e suggerimenti volti a definire regole tecniche coerenti con lo stato attuale di implementazione delle piattaforme di approvvigionamento e abilitanti, delineando inoltre le evoluzioni strategiche necessarie per la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici.
L’E-procurement è uno dei principali obiettivi delle politiche della Commissione Europea: si punta a digitalizzare l’intero processo di approvvigionamento delle pubbliche amministrazioni nelle due fasi di pre e post aggiudicazione, ovvero dalla pubblicazione dei bandi fino al pagamento (appalti elettronici end-to-end).
Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 50 si forniscono le disposizioni specifiche in merito al recepimento delle direttive europee e si introducono le azioni necessarie a regolamentare e standardizzare i processi e le procedure in ambito e-procurement.
Ai sensi dell’art. 58 comma 10 del DLgs. 50/2016, AgiD ha emanato Circolare n.3 del 6 dicembre 2016 recante “Regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisto e di negoziazione”.

In Italia il Programma per la razionalizzazione degli acquisti nella PA – realizzato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite Consip – affianca le amministrazioni nella gestione dei processi di acquisto, attraverso soluzioni innovative di e-procurement.
Attraverso il Programma le imprese offrono i propri beni e servizi e le amministrazioni effettuano i propri acquisti, utilizzando:
Il Programma ha il suo strumento operativo nel Portale www.acquistinretepa.it, attraverso il quale si svolgono tutte le attività di acquisto: dallo svolgimento delle gare all’abilitazione delle imprese, dalla pubblicazione dei cataloghi delle offerte agli acquisti delle PA attraverso ordini diretti o negoziazioni
Il Programma per la Razionalizzazione degli acquisti nella P.A prevede che la spesa pubblica per beni e servizi, che si stima pari a circa 87 miliardi di euro, dovrà essere gradualmente razionalizzata indirizzando le 32.000 stazioni appaltanti verso l’utilizzo delle procedure di acquisto fornite dai soggetti aggregatori, che costituiscono un “sistema a rete” per il perseguimento dei piani di razionalizzazione della spesa pubblica e per la realizzazione di sinergie nell’utilizzo di strumenti informatici per l’acquisto di beni e servizi.
Nel public procurement si distinguono due ambiti con relativi processi:
Nel pre-aggiudicazione si ha la dematerializzazione e la regolamentazione delle gare di appalto pubblico attraverso l’effettuazione di gare telematiche. In attuazione delle direttive europee l’espletamento delle gare telematiche prevede l’obbligo delle comunicazioni elettroniche e specificatamente l’utilizzo di: