11.11.25
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha pubblicato sul proprio sito istituzionale una pagina informativa dedicata alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del revenge porn. Oltre a fornire consigli pratici per proteggere i dati personali, l’Autorità mette a disposizione uno strumento di segnalazione online che consente di intervenire tempestivamente per limitare la diffusione di immagini o video intimi condivisi senza consenso.
Il revenge porn consiste nella diffusione non consensuale di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, spesso a fini vendicativi o di ricatto. Le conseguenze possono essere devastanti per le vittime, sia sul piano psicologico e sociale, sia su quello materiale. Il Garante sottolinea l’importanza di una corretta protezione dei dati personali per prevenire simili violazioni della dignità e della riservatezza.
Secondo l’Autorità, la prudenza è lo strumento principale di tutela. Conservare file sensibili in cartelle protette da password, utilizzare sistemi di crittografia e dotarsi di antivirus aggiornati sono accorgimenti fondamentali. Allo stesso modo, è importante non contribuire alla diffusione di materiale illecito ricevuto da terzi, ma cancellarlo e, se necessario, rivolgersi alla Polizia postale.
Il rischio coinvolge anche adolescenti e bambini, che possono essere vittime o destinatari di contenuti sessuali espliciti. Il Garante invita i genitori a monitorare l’uso dei dispositivi digitali, scoraggiando il contatto con sconosciuti online e spiegando i pericoli della condivisione di immagini personali.
Chi teme che proprie immagini intime possano essere diffuse senza consenso può presentare una segnalazione online, ai sensi dell’art. 144-bis del Codice Privacy. Tramite un form dedicato sul sito del Garante, la vittima indica le piattaforme coinvolte e trasmette i contenuti da proteggere. L’Autorità, verificati i presupposti, adotta provvedimenti notificati ai gestori dei servizi digitali per contrastare la diffusione.
Il servizio di segnalazione del Garante rappresenta uno strumento concreto a disposizione di adulti e minori. Tuttavia, come ricorda l’Autorità, nessun intervento può garantire in assoluto la rimozione o il blocco delle immagini: la prudenza nella condivisione resta dunque la forma più efficace di prevenzione.
Consulta la pagina informativa sul sito del Garante Privacy