Il Gruppo di Formazione della CIIP (Consulta Interassociativa italiana per la prevenzione) coordinato da Norberto Canciani ha redatto nel tempo diversi documenti orientativi in materia di formazione in salute e sicurezza sul lavoro. Li riportiamo di seguito, nei diversi aggiornamenti intervenuti fra 2021 e 2022.
Il 2 giugno scorso la CIIP ha aggiornato il Documento sulla “Formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro” 2021 con nuove considerazioni in materia di formazione per le figure della sicurezza, anche alla luce delle evoluzioni della normativa e dell’annuncio della prossima pubblicazione degli Accordi per la Formazione in sostituzione degli Accordi del 2011.
Di seguito ci concentriamo sulle riflessioni e le proposte operative che la CIIP ha formulato su enti formatori, docenti e sui percorsi formativi di datore di lavoro e preposto, le due figure toccate dalla riforma introdotta con DL Fiscale convertito.
Nell’aggiornamento 2022 la CIIP formula alcune proposte per l’aggiornamento degli Accordi per la Formazione del 2011: non tanti accordi ma un unico Accordo. Diverse le tematiche in cui articolare lo stesso. E rispetto ai punti, diverse le modifiche all’assetto normativo attualmente vigente per contrastare il proliferare di enti formativi privi di reale competenza e promuovere, invece una formazione relamente “efficace”.
In particolare la CIIP propone:
CIIP propone di
Secondo CIIP:
Per la formazione del docente, la CIIP pensa sia opportuno distinguere la formazione per tipologia di datore di lavoro destinatario:
Sul Preposto, figura decisamente modificata dal DL Fiscale, il Gruppo di Lavoro CIIP ritiene che la formazione debba essere pensata per permettere a questi professionisti di rilevare le carenze dei luoghi, delle attrezzature, delle macchine e degli impianti; avere un quadro dei rischi e delle possibili conseguenze degli stessi; svolgere i compiti di vigilanza sull’osservanza degli obblighi di legge dei lavoratori, sulle misure di sicurezza collettive e di protezione personale, sulle disposizioni aziendali in materia; intervenire sui comportamenti dei lavoratori e delle ditte presenti in regime di appalto.
“La recente esperienza del COVID ha svelato l’esistenza di un “fabbisogno formativo” diffuso, legato a deficit e arretratezze di natura culturale oltre che scientifica, in tutta la società”
Così scrive la Consulta interassociativa per la Prevenzione “CIIP” nell’edizione aggiornata del proprio Documento dedicato alla Formazione alla salute ed alla sicurezza dei lavoratori (datato 2015).
Il documento è stato aggiornato con proposte di aggiornamento del Sistema formativo nazionale in materia di salute e sicurezza, alla luce dell’esperienza maturata negli ultimi anni ed in particolare in quello appena trascorso (segnato dal COVID-19, ma anche dal tema della Sorveglianza sanitaria eccezionale e delle Vaccinazioni su cui la CIIP si è espressa in varie occasioni).
Vediamo quali.
La Consulta parte dal presupposto che la formazione per i lavoratori e per i soggetti aventi ruoli nel mondo del lavoro ha preso in questi anni una strada spesso formale e “burocratica” e non è riuscita a penetrare realmente nella conoscenza e quindi nell’evoluzione “informata” dei soggetti coinvolti.
Come quindi cambiare questo status quo?
La Consulta parte da alcune considerazioni sugli “aspetti di fondo” del Sistema Formazione.
La CIIP propone di cambiare il “principio della formazione al lavoro sicuro e sano”, che ne prevede la divisione temporale e concettuale in due parti: prima si forma al lavoro (quando lo si fa) e poi si danno alcune informazioni integrative su come svolgerlo in sicurezza e salute (quando lo si fa).
Secondo la CIIP bisogna invece cercare sempre di più di accostare/contemporaneizzare la formazione al lavoro e i principi di sicurezza e salute, rendendola tout court formazione al lavoro sicuro e in salute
Il secondo aspetto preso in considerazione dalla CIIP riguarda i caratteri del mondo del lavoro moderno, profondamente mutato negli ultimi 20 anni nel lavoro che si fa, nei rapporti di lavoro che si hanno, nell’instabilità e nella varietà delle mansioni, nello svolgimento di attività fuori dalle sedi tradizionali, a volte scollegate da un ambiente di lavoro collettivo.
Pertanto, secondo la Consulta, la prospettiva dovrebbe essere di dedicare attenzione non solo all’attività lavorativa ed al luogo in cui la stessa si svolge ma anche al singolo lavoratore, alle sue reali conoscenze ed esperienze e quindi alle sue concrete e specifiche necessità formative.
Se nel secolo scorso i lavoratori in grande numero “lavoravano assieme”, oggi non è più così.
Per moltissimi, il lavoro è individuale, addirittura per molti si svolge “in solitaria” e forse un’attività formativa sarà, per un numero considerevole di soggetti, uno dei pochi momenti in cui gruppi di lavoratori si trovano realmente insieme, nel quale “sperimentare la partecipazione”.
Un aspetto di carattere tecnico individuato dalla Consulta nel procedimento formativo, è la conoscenza delle conseguenze di un lavoro svolto non in sicurezza e con modalità poco favorevoli a scongiurarne la possibile nocività: sarebbe quindi opportuno dedicare un po’ di tempo informativo/formativo a questi aspetti, non solo e non tanto illustrando statistiche sui danni in quella categoria di lavoratori quanto mostrando “plasticamente“ cosa può succedere a chi svolge quelle mansioni e perché accade (si prenda ad esempio le “storie d’infortunio” o le rappresentazioni di incidenti senza infortunio, esperienze che qua e là meritoriamente si vanno concretizzando).
Secondo CIIP per un efficace processo educativo trasformativo e per l’acquisizione di una vera e propria cultura della sicurezza, non si può prescindere da un coinvolgimento della scuola che, intervenendo con strumenti adeguati nella fase di formazione generale dell’individuo, offre maggiori garanzie sull’efficacia del processo educativo.
“La formazione generale sul tema della salute e sicurezza sul lavoro dovrebbe pertanto essere affidata alle scuole, in particolare a quelle secondarie superiori, provvedendo preliminarmente ad un’adeguata preparazione dei docenti”, scrive la CIIP. “Diversa impostazione dovrebbe essere, invece, prevista per la formazione dei professionisti che dovranno occuparsi di prevenzione in modo professionale, quali RSPP/ASPP, Medici del Lavoro, Operatori della prevenzione oppure delle diverse figure che, pur non svolgendo specifica attività professionale su questi temi, dovranno occuparsi di salute e sicurezza sul lavoro con competenze e conoscenze adeguate, quali i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti ma anche i Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza”.
La Consulta dettaglia nel Documento alcune proposte di intervento che riportiamo per punti, lasciando l’approfondimento specifico nel Testo.
La Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) è una associazione nata nel 1990 per volontà di alcune tra le più rappresentative Associazioni professionali e scientifiche che operano nei settori della medicina del lavoro, dell’igiene industriale, della prevenzione ambientale, della sicurezza del prodotto e dell’ergonomia.
CIIP rappresenta circa 15000 operatori ed esperti del settore; possiede tutte le migliori competenze ed esperienze da mettere a disposizione dei professionisti associati, di tutti i lavoratori, nonché dei consumatori, del mondo delle imprese e delle istituzioni.