Dal Garante Privacy una guida all’applicazione del GDPR

Sul sito del Garante della Privacy è disponibile la nuova “Guida all’applicazione del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali“, realizzata in occasione dei cinque anni dalla piena applicazione del GDPR, il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali, il Regolamento 2016/679.

La Guida contiene richiami puntuali alle Linee guida europee, oltre che rimandi alla legislazione nazionale e fornisce in ogni capitolo alcune utili raccomandazioni. Vediamo quali.

Guida all’applicazione del GDPR 2023

GDPR

La Guida è rivolta a chi opera in ambito pubblico e privato in particolare per le piccole e medie imprese: offre una panoramica sui principali aspetti che imprese e soggetti pubblici devono tenere presenti per dare piena attuazione al Regolamento europeo della privacy: dai diritti dell’interessato ai doveri dei titolari; dalla trasparenza sull’uso dei dati personali alla liceità del loro trattamento.

Nella Guida si fa riferimento ai

  • contenuti, tempi e modalità con cui il titolare deve fornire l’informativa all’interessato;
  • le circostanze per la notifica al Garante privacy, ed eventualmente agli interessati, della violazione di dati personali;
  • provvedere alla designazione del Responsabile della protezione dei dati, una figura indipendente, autorevole e con competenze manageriali, che offre consulenza e supporto al titolare e funge da punto di contatto con il Garante.

Obblighi del GDPR

information security

Nella Guida, il Garante ricorda che con il GDPR la privacy diventa parte integrante delle attività di un’organizzazione: non più solo un obbligo formale, dunque ma un elemento integrato.

Si fa dunque riferimento al principio di responsabilizzazione (“accountability”), in base al quale il titolare deve adottare comportamenti proattivi e attività dimostrabili, finalizzati al rispetto della normativa.

Inoltre, la Guida fa una panoramica dei nuovi diritti riconosciuti alle persone, come quello di poter trasferire i propri dati da un titolare del trattamento a un altro, compresi i social network (“diritto alla portabilità“), o come il diritto all’oblio, cioè il diritto di non veder riproposte informazioni personali quando non sono più necessarie rispetto alle finalità per le quali sono state raccolte. Infine, anche un riferimento agli strumenti legali che regolano il trasferimento dei dati personali in Paesi extra Ue.