All’interno del DECRETO SALVA-INFRAZIONI, il DL 69/2023 convertito con Legge 103/2023 si torna sulle pratiche di raggruppamento e abbruciamento di materiali vegetali nei luoghi di procedura, per risolvere la Procedura d’infrazione n. 2014/2147.
Cosa prevede la normativa esistente e cosa cambia con il nuovo Decreto?
L’articolo 182 comma 6-bis del D.Lgs. n.152/2006 (Codice dell’Ambiente) definisce le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali (definiti in art. 185 comma 1) nel luogo di produzione, come “normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti”.
L’articolo vieta tali pratiche nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi e autorizza comuni e regioni a sospendere, differire o vietare la combustione del materiale all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli o se da tale attività possano derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, in particolare nel rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10).
L’infrazione, 2014/2147 riversata nella causa 644/18) contesta dal 2008 all’Italia il superamento, in maniera sistematica e continuata, nelle zone interessate, dei valori limite giornaliero e annuale applicabili alle concentrazioni di particelle PM10. La Commissione ha rimproverato all’Italia di non aver adottato misure appropriate per garantire il rispetto dei valori limite fissati per le particelle PM10 in Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.
Il DECRETO SALVA INFRAZIONI all’articolo 10 del DL 69/2023 aggiunge che è possibile
Le nuove previsioni si applicano per la prima volta dal periodo dal 1° ottobre 2023 al 30 settembre 2024 in riferimento alle zone interessate da superamenti dei valori limite comunicati alle competenti autorità europee entro il 30 settembre 2023.
Inoltre, sempre secondo il Decreto, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono attuare specifiche misure nazionali e regionali di incentivazione e di finanziamento in materia di qualità dell’aria e di sviluppo rurale, ovverosia:
Chiunque brucia materiali vegetali nel luogo di produzione in violazione di quanto previsto dal DL 69/2023 è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 300 a euro 3.000.