Secondo un recente studio, pubblicato nel bollettino settimanale dell’Oms (volume 92, numero 11, novembre 2014), il 56% dei decessi per mesotelioma e il 41% di quelli per asbestosi avvengono in Europa. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha stimato che la metà delle 107mila persone che, ogni anno, perdono la vita per cause relative all’amianto, è europea. Tra questi i tassi più alti di
morte per mesotelioma sono legati geograficamente all’Islanda con 25 decessi ogni 10 milioni di abitanti , seguita dal Regno Unito e Malta. Questi stati sono gli stessi dove è stata registrata anche la maggiora incidenza di morti legate
all’asbestosi: in questo caso Malta è al primo posto seguita da Islanda e Regno Unito.
Dall’analisi realizzata dall’Oms risulta che in tutto il pianeta vengono lavorate ogni anno ben due milioni di tonnellate di amianto, i
maggiori produttori sono Russia (1 milione di tonnellate prodotte nel 2010), Cina (400mila) e Brasile (270mila). La Russia (263mila) compare anche tra i
maggiori consumatori della fibra killer insieme a Cina (oltre 613mila tonnellate) ed India (426mila).
Inoltre, l’Oms ipotizza che il
picco di decessi per mesotelioma, tumori polmonari e tumori della laringe sarà tra il
2015 e il 2020 e che nei prossimi 20 anni, ci saranno cinque morti per tumore polmonare e due per asbestosi ogni 1000 abitanti.