La direttiva quadro europea 89/391 CEE sulla salute e sicurezza sul lavoro rappresenta la base per le normative di settore in tutta l’Unione Europea.
Fra le direttive comunitarie, il ruolo di norma portante in materia di sicurezza sul lavoro nel nostro Paese spetta alla direttiva 89/391/CEE e ad altre sette direttive “figlie” ad essa collegate che hanno dato origine al D.Lgs. 626/1994.
La Direttiva UE ha definito prescrizioni minime e principi generali che hanno portato una radicale innovazione nel sistema prevenzionistico italiano.
La direttiva quadro sulla SSL ha lo scopo di promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori.
Per raggiungere tale obiettivo essa comprende principi generali relativi:
Le direttive sono fonti derivate del diritto dell’Unione europea (UE). Queste non sono direttamente applicabili, ma devono essere recepite attraverso una legge statale, in quanto vincolano il legislatore di ciascuno stato membro ad adeguare la disciplina interna al risultato indicato dal legislatore comunitario. Non mirano quindi ad uniformare il diritto fra gli Stati, quanto piuttosto al raggiungimento degli obiettivi, lasciando una limitata discrezionalità nel recepirle.
La direttiva quadro europea sulla sicurezza sul lavoro è stata recepita in Italia dal D.Lgs. 626/1994.
Il decreto 626 ha quindi recepito i principi generali, contenuti nella Dir. 89/391 UE e nelle sette direttive particolari, guidando una radicale innovazione nel sistema prevenzionistico del nostro Paese.
Le sette direttive particolari, tutte recepite ne testo originale del decreto legislativo 626/1994 sono:
Prima della pubblicazione della direttiva quadro 89/391 sulla salute e sicurezza sul lavoro, le direttive sul tema concentravano l’azione sul dovere di formazione e informazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
Questo gruppo di direttive introduce strumenti innovativi, come “la partecipazione” dei lavoratori e dei loro rappresentanti alla sicurezza nei luoghi di lavoro, per garantire un livello di protezione più ampio. Tutto questo, senza chiaramente escludere il principio di responsabilità del Datore di lavoro.
Il decreto legislativo 81/2008, è il provvedimento normativo di riferimento per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Tale decreto, come visto nei paragrafi precedenti, è il frutto del recepimento di numerose direttive comunitarie volte a migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tutte queste direttive europee sono state recepite nel D.Lgs. 626/94 che, previa abrogazione e opportunamente modificato in alcune parti, è stato inserito nel D.Lgs. 81/08.
Una direttiva quadro emanata dall’Unione Europea è una direttiva che fornisce una “cornice normativa” comune per tutti gli Stati membri, relativamente ad una specifica materia.
Tra le principali innovazioni introdotte dalla direttiva quadro 89/391, ci sono: l’espressione “ambiente di lavoro”, il principio chiave di valutazione dei rischi e il concetto di partecipazione dei lavoratori, che portano verso nuove forme di gestione della salute della sicurezza.
La prima direttiva europea in materia di sicurezza sul lavoro è stata emanata nel 1959, ed è la direttiva 59/221/CE inerente “norme fondamentali relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti”.
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