14.11.25 - Redazione InSic
Il DL Sicurezza 159/2025 è al centro del dibattito politico e tecnico. Le voci sono diverse, ma complementari: imprese, sindacati e professionisti del mondo del lavoro condividono l’obiettivo di rafforzare prevenzione, formazione e controlli, chiedendo però semplificazioni e rapidità nei decreti attuativi.
Nel corso delle audizioni parlamentari relative all’esame del Disegno di legge n. 1706, numerosi soggetti istituzionali hanno presentato proposte e osservazioni per migliorare il provvedimento in fase di conversione. Di seguito una sintesi dei principali contributi, a partire dalle posizioni espresse nel dibattito in 10ª Commissione Affari Sociali del Senato.
Il dibattito sulla conversione in legge del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159 – recante “misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di protezione civile” – è entrato nel vivo con le audizioni in Senato presso la 10ª Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato e previdenza sociale.
Varie voci del mondo produttivo e professionale – tra cui Assosistema, Cisl, Ance, CNA e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro – hanno espresso pareri e proposte sul testo in esame, condividendo l’obiettivo comune di rafforzare la prevenzione e la cultura della sicurezza, ma sollevando anche alcuni nodi applicativi.
Nel corso dell’audizione, Assosistema Confindustria ha manifestato apprezzamento per l’attenzione che il provvedimento dedica al rafforzamento delle misure di prevenzione e alla tutela della salute dei lavoratori.
Il Direttore Generale Matteo Nevi ha sottolineato la necessità di accompagnare le imprese nell’adozione di Dispositivi di Protezione Individuale di nuova generazione, dotati di tecnologie intelligenti in grado di monitorare il corretto utilizzo e prevenire gli infortuni. “Sicurezza e innovazione devono procedere insieme”, ha dichiarato Nevi. “Solo così si potrà compiere un salto di qualità nella cultura della sicurezza”.
Il Presidente della Sezione Safety, Claudio Galbiati, ha ricordato come “Ridurre gli infortuni e le malattie professionali significa costruire un sistema produttivo più solido, sostenibile e competitivo”, evidenziando l’importanza di potenziare le attività di controllo e vigilanza sull’idoneità dei DPI e sull’addestramento dei lavoratori al loro impiego.
L’Associazione ha infatti proposto che, nell’ambito dell’articolo 5 del DL 159/2025, dedicato agli interventi di prevenzione e formazione, sia espressamente ricompreso il tema dell’addestramento all’uso dei dispositivi di protezione individuale, elemento imprescindibile per garantire una tutela effettiva della salute e della sicurezza. Assosistema ha inoltre espresso apprezzamento e sostegno:
L’associazione propone inoltre una riflessione sull’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, auspicando una deroga mirata quando l’uso di tecnologie di monitoraggio abbia finalità esclusivamente protettive, per non frenare gli investimenti in innovazione.
Nella propria memoria depositata in Commissione, la Cisl (Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori) ha espresso una valutazione positiva sull’impianto generale del decreto, considerandolo “un insieme di interventi significativi, volti allo sviluppo della prevenzione”.
La Confederazione ha apprezzato in particolare:
Federica Brancaccio, Presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), ha espresso un giudizio positivo sulle misure del decreto, in particolare sulle risorse destinate a prevenzione e formazione. Tuttavia, ha richiamato la necessità di evitare nuovi adempimenti che possano gravare sulle imprese corrette e regolari. La Presidente ha ricordato che “fare sicurezza in edilizia è più difficile che in altri settori” e che il sistema bilaterale ha già introdotto strumenti efficaci, come la tessera di riconoscimento con codice univoco anticontraffazione, utilizzata come badge.
Ance chiede che i decreti attuativi tengano conto delle buone prassi già consolidate e sottolinea l’importanza di garantire formazione uniforme a tutti i lavoratori presenti in cantiere, compresi gli autonomi. Il cantiere è, infatti, un ambiente complesso, in cui i rischi non riguardano solo chi svolge lavori edili, ma chiunque vi operi.
L’Associazione nutre invece qualche preoccupazione sulla norma che inserisce un nuovo adempimento per le imprese che, ove intendano richiedere benefici contributivi, prima dell’assunzione dei lavoratori, devono pubblicare la disponibilità della posizione di lavoro sul SIISL. Una norma che: “potrebbe costituire, nel nostro settore, un aggravio burocratico anche per le imprese regolari e corrette, senza dare evidenza, al momento, di potere incidere concretamente sulle suddette finalità”.
Ance propone inoltre un’integrazione tra le banche dati Inail e Inps, per correlare in modo più preciso infortuni e contratti collettivi applicati, migliorando l’efficacia delle politiche di prevenzione. Brancaccio ha infine ribadito la centralità degli organismi paritetici, naturalmente quelli espressione delle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale, e la necessità di un Repertorio nazionale aggiornato dei soggetti formatori qualificati, per rafforzare la qualità della formazione.
Nel corso delle audizioni, CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), Confartigianato e Casartigiani hanno espresso una posizione condivisa: “La sicurezza non si costruisce con nuovi adempimenti, ma con cultura, prevenzione e formazione”.
Le Confederazioni valutano positivamente il decreto, che accoglie molte delle proposte del sistema artigiano, tra cui:
Le organizzazioni hanno tuttavia invitato ad evitare nuovi oneri per micro e piccole imprese e chiesto in particolare chiarezza sulla sorveglianza sanitaria e la volontarietà della segnalazione per ciò che concerne i near miss (mancati infortuni).
Concordano sull’opportunità di favorire l’adozione di tecnologie innovative e DPI intelligenti, purché in un quadro regolatorio chiaro e sostenibile.
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine (CNO) dei Consulenti del Lavoro, rappresentato dal Segretario Giovanni Marcantonio, ha espresso un giudizio molto positivo sul decreto, definendolo “un provvedimento di valore sistemico, che non trascura lo stanziamento di risorse ingenti e pluriennali”.
La priorità, secondo il CNO, è procedere rapidamente con i decreti attuativi e con i nuovi accordi Stato-Regioni, per dare efficacia concreta alle misure, permettendo di:
Le audizioni al Senato confermano un quadro ampiamente condiviso: il DL Sicurezza 159/2025 viene accolto con favore per la sua impostazione preventiva e partecipativa.
Tutte le parti in causa chiedono però di garantire coerenza, semplificazione e chiarezza applicativa nella fase di attuazione, riconoscendo che solo un equilibrio tra norme, formazione e innovazione tecnologica potrà rendere il sistema realmente efficace.
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Nota redazionale
Il presente articolo raccoglie e sintetizza alcuni contributi presentati nell’ambito delle audizioni in Senato sulla conversione in legge del Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”. Le dichiarazioni e le posizioni riportate provengono da interventi ufficiali e memorie depositate presso la 10ª Commissione permanente del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) da parte di:
L’articolo si propone come un approfondimento tecnico-divulgativo per offrire ai professionisti HSE, RSPP e operatori della prevenzione un quadro aggiornato e comparato dei principali orientamenti espressi dalle parti sociali e istituzionali coinvolte.