INAIL aggiorna il volume “Fondo per le vittime dell’amianto” (Ed.2021) che illustra le prestazioni in favore dei soggetti colpiti da patologie asbesto-correlate e dei loro superstiti e le modalità di funzionamento del Fondo. Il volume è corredato da un opuscolo informativo INAIL anch’esso liberamente scaricabile.
L’opuscolo rappresenta una guida al funzionamento del Fondo ed il ruolo del Comitato amministratore, individua i beneficiari, approfondisce sulla estensione del Fondo ai malati di mesotelioma non professionale ed il ruolo dell’INAIL: diffondere in modo capillare le conoscenze sulle prestazioni, semplificare l’accesso a queste prestazioni, anche attraverso una maggiore sinergia con i Centri operativi regionali e il Registro nazionale dei mesoteliomi, e incrementare le prestazioni economiche per i malati e i loro familiari, nell’ambito delle disponibilità economiche stanziate.
Sul Fondo Vittime per l’amianto suggeriamo la consultazione
INAIL riporta i dati della Organizzazione mondiale della sanità:
INAIL riporta di anno in anno nei diversi aggiornamenti dell’opuscolo i dati sui lavoratori tecnopatici, ovvero i lavoratori affetti da patologie di origine professionale. Negli anni è evidente una crescita del loro numero e dei casi mortali.
Il Fondo per le vittime dell’amianto è un ulteriore in-dennizzo economico destinato ai titolari di rendite per malattie correlate all’esposizione all’amianto e, in caso di morte, in favore dei loro eredi titolari di rendita a superstiti.
Il DIM 12 gennaio 2011, n. 30, (Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 72 del 29 marzo 2011), conteneva il Regolamento del Fondo per le vittime dell’amianto e richiedeva che il Fondo fosse gestito senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica, da un Comitato amministratore composto da sedici membri.
Sempre in base alle previsioni del DIM 30/2011, i componenti del Comitato amministratore, nominati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, durano in carica tre anni e possono essere confermati una sola volta a prescindere dal periodo di effettivo svolgimento dell’incarico.
Il Comitato è composto da sedici membri: un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale per le politiche previdenziali -, uno del Ministero dell’economia e delle finanze, quattro rappresentanti dell’INAIL, quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, quattro rappresentanti delle organizzazioni datoriali maggiormente rappresentative a livello nazionale, due rappresentanti delle associazioni delle vittime dell’amianto maggiormente rappresentative nell’ambito delle regioni che, a livello nazionale, risultano avere una più alta incidenza di malattie asbesto-correlate”.
Nel marzo 1992, con l’approvazione della Legge n.257/1992, l’Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a vietare l’estrazione, l’importazione, la lavorazione, l’utilizzo, la commercializzazione e l’esportazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono. Sebbene la sua grave nocività per la salute sia accertata da tempo, però, a distanza di oltre un quarto di secolo la “questione amianto” non può ancora essere considerata chiusa.
Purtroppo, in alcuni Paesi l’amianto è ancora utilizzato, soprattutto nei materiali da costruzione, e continua a essere prodotto ed esportato. A causa dell’uso massiccio che se ne è fatto in passato e della sua permanenza nell’ambiente, che richiede adeguate procedure di smaltimento, il pericolo di esposizione dei lavoratori e dei cittadini persiste però anche negli Stati che, come l’Italia, hanno scelto di metterlo al bando.
Per ulteriori informazioni, si consiglia la consultazione delle pagine di Assoamianto
Solo in Europa sono 15mila le morti asbesto-correlate che avvengono ogni anno e l’amianto è responsabile di circa la metà di tutti i decessi per cancro sviluppato sul posto di lavoro.
L’inalazione delle sue sottilissime fibre può inoltre provocare l’asbestosi, una fibrosi polmonare progressiva, le placche pleuriche, il carcinoma polmonare e altre tipologie tumorali con maggiore o minore evidenza scientifica di correlazione con l’amianto.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo le persone ancora esposte all’amianto nei luoghi di lavoro sono circa 125 milioni.
CORSO DI FORMAZIONE A CATALOGO
Il Responsabile amianto
Valido come corso di Aggiornamento per RSPP e ASPP e Coordinatori per la progettazione e l’esecuzione dei lavori (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.)
16 Crediti Formativi (CFP) CNAPPC e CNPI
15 Crediti Formativi (CFP) CNI
I Docenti del corso
Dott. Fulvio CAVARIANI
Direttore Laboratorio di Igiene Industriale Civita Castellana Responsabile Centro Regionale Amianto ASL Viterbo
Dott. Fulvio D’ORSI
Medico del lavoro – Già Direttore SPRESAL ASL RM C
Dott. Stefano MASSERA
Esperto sistemi di gestione della sicurezza e valutazione dei rischi
Consulente Professionale INAIL
Magistrato del Tribunale, esperto nelle tematiche trattate