Abbiamo in precedenza analizzato cosa si intende per Ambiente Confinato/sospetto di inquinamento alla luce della normativa di riferimento: il D.Lgs. n.81/2008 ed il Regolamento n.177/2011.
In questa scheda passiamo in rassegna le procedure che deve seguire il datore di lavoro committente al momento dello svolgimento di un’attività in uno spazio confinato. Come valutare il rischio da spazio confinato? Come organizzare la valutazione del rischio in questi contesti e quali sono i principali rischi che possono essere presenti in ambienti confinati?
Il contributo che segue è tratto dall’articolo: “Ambienti confinati. Un rischio da non sottovalutare” di Adolfo Antonio Faletra, Giusto Tamigio su Ambiente&Sicurezza sul lavoro.
Prima di effettuare i lavori è dunque necessaria una preliminare e approfondita analisi per individuare i rischi connessi all’accesso in ambiente confinato e definire di conseguenza le idonee misure di prevenzione e protezione da mettere in atto.
Volendo prevedere la riduzione del rischio alla fonte, è necessario inizialmente verificare la possibilità di non accedere all’ambiente confinato operando, ad esempio, con dispositivi, sistemi automatizzati e robot che possano sostituirsi all’uomo nell’effettuare la lavorazione richiesta all’interno di questo ambiente. Qualora non fosse possibile, si deve effettuare una accurata valutazione dei rischi connessi all’accesso in ambiente confinato e predisporre quindi una specifica procedura di lavoro per garantire l’esecuzione dei lavori in condizioni di sicurezza.
I rischi presenti in un ambiente confinato sono:
Ogni procedura deve individuare la tipologia di lavoro:
che deve essere effettuato ed una descrizione dettagliata dell’ambiente di lavoro.
La procedura, deve individuare
Prima dell’inizio dei lavori in ambienti confinati il datore di lavoro deve redigere e firmare il permesso di lavoro. Il documento deve essere controfirmato dal datore di lavoro dell’impresa committente e, per presa visione, dai lavoratori che accedono allo spazio confinato.
Il permesso di lavoro deve contenere almeno:
Gli allegati 1-a e 1-b al manuale INAIL forniscono un modello di autorizzazione per l’ingresso in ambienti confinati.
Il rischio residuo può essere fronteggiato con un piano di emergenza, che deve essere portato a conoscenza di tutti i lavoratori coinvolti a vario titolo (addetti all’accesso, addetti al soccorso, preposto, ecc.) e messo a disposizione delle squadre di soccorso esterno (addetti del Servizio Sanitario Nazionale e Vigili del Fuoco).
La procedura di emergenza deve contenere almeno:
Il piano di emergenza deve individuare singole fasi operative secondo una determinata gerarchia (chi fa che cosa) e deve essere periodicamente aggiornato.
I lavoratori devono utilizzare DPI idonei ai rischi e alla tipologia di lavoro da eseguire all’interno dello spazio confinato.
Tra i DPI più importanti vi sono quelli per la protezione delle vie respiratorie e per la protezione delle cadute dall’alto.
Per verificare l’eventuale presenza di sostanze tossiche, esplosive o la carenza di ossigeno nello spazio confinato si possono utilizzare strumenti in grado di rilevarle, eseguire prove di esplosività e misurare la temperatura.
Nei casi in cui il lavoro in ambienti confinati impedisca il contatto visivo o la comunicazione diretta tra chi sta dentro e chi sta fuori l’area di lavoro, possono essere utilizzati trasmittenti radio portatili e/o localizzatore GPS (sistema uomo a terra) indispensabile per rintracciare e soccorrere il lavoratore in pericolo che non è in grado di rispondere alla radio.
In presenza di atmosfere esplosive dovranno essere utilizzate attrezzature rispondenti ai requisiti della direttiva ATEX.
Dal 2002 al 2014 si sono verificati 69 incidenti in spazi confinati (esclusi gli scavi) che hanno provocato complessivamente 90 decessi.
Anche di recente sono venuti alla ribalta della cronaca alcuni gravi incidenti, spesso mortali, in ambienti confinati o sospetti di inquinamento. Tra questi ricordiamo quelli di:
– Bomporto (Modena) – agosto 2017 – un operaio muore durante la pulizia di una cisterna utilizzata per il trasporto di vino
– Milano – gennaio 2018 – quattro operai muoiono soffocati dall’argon durante le operazioni di pulizia di un forno di una azienda di laminati
– Arena Po (Pavia) – settembre 2019 – quattro operai annegano nella vasca di liquami di una azienda agricola.
Pur non escludendo che per alcuni si sia trattato di eventi accidentali, bisogna ragionevolmente ammettere che, per la maggior parte, le cause di tali incidenti possano essere riferibili ad una sottovalutazione dei rischi in questi ambienti di lavoro particolarmente pericolosi.
Ambienti confinati. Un rischio da non sottovalutare
Adolfo Antonio Faletra, Giusto Tamigio
Ambiente&Sicurezza sul lavoro n.3/2020
Dal 1985 un aggiornamento competente e puntuale per i professionisti della sicurezza.
Ogni anno 11 fascicoli con approfondimenti normativi, tecnici e applicativi delle leggi; risposte pratiche ai dubbi che s’incontrano nella propria professione; aggiornamenti su prodotti e servizi per la prevenzione.
Scopri la rivista Ambiente&Sicurezza sul Lavoro e acquistala qui!
La Rivista è disponibile per gli abbonati su PC e dispositivi mobili, in formato sfogliabile e PDF, con i singoli articoli dal 2004 ad oggi!
Spazi confinati e lavori in quota
Il seminario intende fornire nozioni sulle fonti giuridiche/tecniche per:
– effettuare una efficace valutazione dei rischi, partendo dall’analisi dei più importanti eventi incidentali accaduti negli ultimi anni;
– avere una panoramica dei dispositivi di protezione individuale e delle attrezzature maggiormente in uso e necessarie alla specifica tipologia/conformazione degli ambienti confinati e delle aree di lavoro in quota;
– conoscere aspetti tecnico-pratici al fine di effettuare un corretto controllo sull’utilizzo dei dispositivi e delle attrezzature in dotazione al personale, specie per i DPI di III° cat. e visionandone alcuni dei più significativi;
– essere in grado di elaborare idonee procedure di lavoro per l’effettuazione in sicurezza delle attività, sia in fase ordinaria che in fase emergenziale (es.: recupero di personale intrappolato in ambienti confinati o di personale in sospensione a seguito di caduta dall’alto), definendo ruoli/responsabilità/competenze delle figure di controllo, delle figure operative e dei componenti della squadra di emergenza.