Da EU-OSHA due interessanti guide, una per i lavoratori, l’altra pensata per i dirigenti affrontano una tematica emergente da non sottovalutare: il ritorno al lavoro dei lavoratori che abbiano contratto un’infezione da COVID-19 o che soffrano della cosiddetta “sindrome post-COVID” .
Vediamo quali aspetti vengono trattati nelle due pubblicazioni.
Immagine in copertina di ©Blanimir Balogovic
La guida pratica “L’infezione da COVID-19 e sindrome post-COVID – guida per i lavoratori“, disponibile gratuitamente anche in lingua italiana, riguarda i lavoratori in via di guarigione e offre aiuto a chi ha già un lavoro e a chi ne cerca uno o è appena stato assunto.
Affronta vari aspetti quali il contatto con il datore di lavoro, le modalità di un rientro graduale e il sostegno messo a disposizione dai servizi sanitari aziendali; suggerisce di ridurre l’orario e adattare il ritmo di lavoro e le mansioni durante la fase di recupero.
La Guida, fra l’altro si sofferma sulle possibile modifiche alle mansioni lavorative da concordare con i responsabili. Sottolinea che è il lavoratore a dover proporle in base alla propria esperienza, alla conoscenza del proprio lavoro e delle condizioni di salute. E suggerisce di:
Nel quadro della verifica dell’idoneità al rientro, EU-OSHA sottolinea la necessità di concordare un carico di lavoro che vi permetta di risparmiare energie per la famiglia, la vita sociale e il tempo libero.
«Sindrome post-COVID» è un’espressione che si usa se, dopo quattro settimane, i sintomi persistono e impediscono al paziente di svolgere le normali attività.
In base ad alcuni studi di ricerca, una persona su cinque presenta sintomi dopo cinque settimane e una su dieci li accusa per 12 settimane o più dopo aver contratto la COVID-19 acuta. Nel febbraio 2021 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha pubblicato un documento di sintesi sulla sindrome post-COVID, che spiega ulteriormente i sintomi, la prevalenza e la gestione della patologia
La guida EU-OSHA: “Infezione da COVID-19 e COVID lunga ─ guida per i dirigenti” spiega le misure che i dirigenti dovrebbero adottare per agevolare ai propri dipendenti il rientro sul luogo di lavoro e la continuità dell’impiego.
Il Documento affronta vari aspetti: il contatto con il dipendente, il rientro graduale da concordare ed eventuali adeguamenti delle mansioni e degli orari di lavoro del dipendente per gestire al meglio il ritorno sul posto di lavoro. Fondamentale anche il sostegno messo a disposizione dei dirigenti dai servizi sanitari aziendali e dalle risorse umane.
Nella Guida si sottolinea anche la necessità di fornire un diverso tipo di sostegno a seconda della posizione ricoperta dal singolo lavoratore, e il riscontro dei sintomi ancora eventualmente presenti: pertanto è fondamentale ascoltare le esigenze di ciascuno e monitorare l’evoluzione della situazione.
La Guida sottolinea, in primis che ogni persona avrà bisogno di un diverso livello di sostegno a seconda del ruolo, dei sintomi a lungo termine, dell’ambiente di lavoro e della situazione personale.
Suggerisce e dettaglia quindi le seguenti azioni per le diverse fasi di rientro:
Per molte persone, i sintomi della COVID-19 durano un paio di giorni, sebbene generalmente possano durare da due a quattro settimane, spiega EU-OSHA. Questa manifestazione dell’infezione è denominata «COVID acuta».
Il termine «COVID lunga» è spesso utilizzato se dopo quattro settimane i sintomi continuano a impedire a una persona di svolgere attività normali. La stessa patologia può essere descritta impiegando termini quali «COVID-19 con sintomi persistenti» (sintomi con una durata da quattro a 12 settimane) e «sindrome post COVID-19» (12 settimane o più).