In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2023 facciamo il punto sui dati relativi agli infortuni e malattie professionali delle lavoratrici in Italia, attraverso i dati forniti da INAIL in due differenti pubblicazioni: la prima dai dati della Consulenza statistico attuariale dell’Istituto diffuso a febbraio ’23, l’altro dal Dossier Donna 2023, pubblicato il 2 marzo scorso.
Il nuovo numero del periodico statistico Dati Inail analizza l’andamento delle malattie e degli infortuni lavoro-correlati in ottica di genere
I dati si riferiscono in particolare al 2021: sono 205mila infortuni denunciati dalle lavoratrici, di cui
Il numero delle infortunate durante il tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro
Per i casi mortali in itinere questo rapporto è risultato sempre più alto per la componente femminile rispetto a quella maschile (mediamente 40% contro 21%).
Nel 2021 l’età media all’infortunio per le lavoratrici è di 42 anni (40 per i lavoratori) e la classe di età che racchiude il maggior numero di casi è quella compresa tra i 50 e i 59 anni (59.257), seguita dalla fascia
Nel corso del quinquennio 2017-2021 l’incidenza degli infortuni delle over 59enni è passata dal 7,6% al 9,5% ed è proprio questa fascia ad aver registrato nel 2021 un terzo dei casi mortali delle donne (49 su 148), 24 dei quali hanno riguardato le lavoratrici di età compresa tra i 60 e i 64 anni. Seguono
L’età media al decesso per le donne è pari a 53 anni, due in più rispetto a quella degli uomini (51).
I 148 casi mortali femminili segnalati all’Inail nel 2021 sono
Secondo i Dati INAIL, su 315.055 infortuni sul lavoro da Sars-CoV-2 denunciati all’Istituto dall’inizio della pandemia alla data del 31 dicembre 2022,
Questo perché, spiega INAIL, le donne sono occupate in settori produttivi nei quali il virus si è particolarmente diffuso, a partire dall’ambito sanitario e da molte attività che vi gravitano attorno, come la pulizia degli ambienti ospedalieri, e da professioni in cui è richiesto un contatto prolungato con gli utenti, come le operatrici allo sportello, le commesse o le insegnanti.
Le vittime femminili da contagio sono invece 154 su 891 e rappresentano il 17,3% del totale, una quota più in linea con quella sul complesso delle morti sul lavoro, mediamente pari all’11%.
INAIL riporta che le malattie professionali denunciate dalle lavoratrici nel 2021 sono state 14.878,
Quali sono i settori nei quali le donne sviluppano maggiormente patologie professionali?
Spiega INAIL: la quasi totalità delle denunce (70%) degli uomini si concentra nelle attività industriali, come quelle manifatturiere e delle costruzioni. Per le donne accade il contrario, con il 64% dei casi nei settori dei servizi (sanità e commercio i principali) e il restante 36% nelle attività industriali.
Quali sono le tipologie di malattie professionali più frequenti?
Nel 2021 a colpire i lavoratori nel complesso sono state soprattutto le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, che insieme a quelle del sistema nervoso raggiungono l’82% del totale delle denunce.
Negli uomini tali patologie ricorrono nel 78% delle denunce dei lavoratori e sale al 92% tra le lavoratrici (13.705 delle 14.878 denunce femminili complessive.
Il Dossier Donna 2023, la tradizionale pubblicazione di INAIL che fa il punto sull’andamento del fenomeno infortunistico e tecnopatico per le donne lavoratrici parte dai dati della Consulenza statistico attuariale (Csa) dell’Inail che ha analizzato i dati mensili del periodo gennaio-dicembre 2021-2022, rilevati al 31 dicembre di ciascun anno, e quelli annuali del quinquennio 2017-2021, rilevati al 31 ottobre 2022.
Il confronto tra il 2021 e il 2022 richiede molta prudenza, spiegano le due autrici, in quanto i dati sono ancora provvisori e anche perché l’emergenza sanitaria da Covid-19 ne ha fortemente condizionato l’andamento infortunistico.
Nel Dossier spicca un riferimento alle denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il dicembre 2022: 1.090 denunce, 131 in meno rispetto alle 1.221 registrate nel 2021 (-10,7%), sintesi di un decremento delle denunce osservato in tutti i mesi del quadrimestre gennaio-aprile (-33,8%) e di un incremento complessivo nel periodo maggio-dicembre (+7,1%).
In base ai dati “provvisosri” forniti da INAIL nel 2022 per la popolazione lavoratrice femminile:
Si tratta di dati “provvisori” si spiega nel Dossier, che evidenziano un decremento nel 2022 rispetto al 2021 solo dei), per il notevole minor peso delle morti da Covid-19. Per un confronto più corretto e puntuale, anche in ottica di genere, occorrerà aspettare la Relazione annuale dell’Istituto di metà anno, che riporterà gli open data annuali anche del biennio 2021-2022, più consolidati rispetto a quelli mensili, con l’aggiornamento al 30 aprile 2023.