In vigore il da Giugno 2021, lo standard internazionale ISO 45003 sviluppato dal Comitato Tecnico ISO/TC 283 “Occupational health and safety management, fornisce linee guida per la gestione del rischio psicosociale all’interno di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro basato sulla ISO 45001. Chiarisce quali sono i pericoli, cos’è il rischio, quali sono le azioni per eliminare o ridurre tali fattori.
Per la sua adozione, UNI ha pubblicato il 12 aprile 2022 la UNI ISO 45003:2021, “Gestione della salute e sicurezza sul lavoro – Salute e sicurezza psicologica sul lavoro — Linee di indirizzo per la gestione dei rischi psicosociali” che consente alle organizzazioni di prevenire lesioni e malattie legate al lavoro rispetto a questa tipologia di rischio per i propri lavoratori e per altre parti interessate nonché di promuovere il benessere al lavoro. Il testo della UNI è temporaneamente disponibile in modalità consultazione.
La nuova ISO 45003 descrive esempi di fattori psicosociali, dà indicazioni per la valutazione e gestione dei rischi a loro associati, e per le misure di controllo che possono essere utilizzate per eliminare i pericoli o ridurre i rischi.
Si tratta di associati al modo in cui è organizzato il lavoro, a fattori legati all’ambiente lavorativo stesso, alle attrezzature utilizzate e ai compiti da svolgere.
La ISO definisce il rischio psicosociale come una combinazione:
Ecco alcuni degli aspetti più rilevanti per ciascuna delle parti della HLS.
Vanno considerati gli aspetti del contesto interno ed esterno che possono influenzare i risultati di salute e sicurezza, e comprese le esigenze e le aspettative dei lavoratori e delle altre parti interessate, adeguando allo specifico contesto la progettazione delle attività per la gestione del rischio psicosociale.
Andranno adattate le attività migliorando la gestione del rischio psicosociale, e determinando come verrà utilizzata la valutazione dei rischi psicosociali al fine di realizzare piani d’azione efficaci.
Scopri su InSic definizioni ed esempi di rischi organizzativi o psicosociali
Occorre dimostrare leadership e impegno nella gestione del rischio psicosociale e nella promozione del benessere sul lavoro, determinando anche le risorse necessarie e rendendole disponibili.
La gestione dei fattori psicosociali va resa sostenibile includendola nelle strategie e nei processi esistenti.
Vanno fatti sforzi per responsabilizzare i lavoratori, garantendo loro un adeguato livello di competenza per la gestione dei fattori psicosociali, e per dare e ricevere riscontri sull’efficacia della gestione dei fattori psicosociali, rimuovendo anche le barriere alla partecipazione e al dialogo, e proteggendo da ritorsioni chi segnala incidenti, pericoli, rischi e opportunità.
Di particolare importanza l’integrazione, nella politica organizzativa per la sicurezza e salute, della considerazione dei fattori psicosociali, determinando anche se occorra una separata politica per questi ultimi, e garantendo la coerenza con le altre politiche organizzative.
Sulla base dell’analisi del contesto, occorre determinare i rischi e le opportunità da affrontare, dando priorità alle azioni in modo da tenere conto della valutazione dei rischi psicosociali.
L’identificazione dei pericoli deve basarsi su processi continui e proattivi, comprendendo le fonti di danno prima dell’adozione delle misure di controllo.
I fattori possono includere aspetti organizzativi, fattori sociali, fattori ambientali incluse le attrezzature e le attività pericolose
Vanno stabiliti obiettivi misurabili e coerenti con la politica, e sviluppati e attuati piani per il loro raggiungimento.
Le risorse (umane, finanziarie, tecnologiche e di altro tipo) necessarie per raggiungere gli obiettivi in relazione alla gestione del rischio psicosociale vanno stabilite, fornite e mantenute.
Fra le risorse da gestire, sono presenti anche la competenza e la consapevolezza, la comunicazione, le informazioni documentate.
I processi per gestire in modo adeguato ed efficace i rischi psicosociali e le nuove opportunità vanno pianificati, implementati, controllati e mantenuti.
Vanno messi in atto processi per l’eliminazione dei pericoli e la riduzione dei rischi psicosociali, l’analisi dei controlli già in essere e dei loro effetti sugli individui e l’organizzazione. Altri processi specifici che vengono menzionati sono:
La valutazione dei rischi psicosociali va completata tenendo conto dei controlli esistenti, con il fine di determinare l’adeguatezza dei controlli oppure se essi necessitino di miglioramenti; se la valutazione dei rischi psicosociali ha individuato un danno effettivo o potenziale derivante dall’esposizione a pericoli psicosociali occorre verificare se sono necessari nuovi controlli.
Vanno eliminati i rischi psicosociali legati al lavoro, e se non è possibile occorre controllarne i rischi associati, seguendo il principio della gerarchia dei controlli.
Gli interventi nella gestione dei rischi psicosociali possono essere definiti attraverso una combinazione dei livelli di intervento.
Va stabilito e attuato un sistematico monitoraggio e la misurazione delle attività di gestione del rischio psicosociale e delle prestazioni del sistema di gestione.
Fra le altre cose, occorre determinare in che misura la politica è stata rispettata e gli obiettivi raggiunti, determinare se la gestione dei rischi è efficace, se occorrano miglioramenti.
Misure qualitative e quantitative dovrebbero essere sviluppate in consultazione e con la partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
Tenendo conto della valutazione delle prestazioni, dei rapporti sugli incidenti, della consultazione e raccomandazioni dei lavoratori e rappresentanti, degli audit, del riesame, l’organizzazione dovrebbe implementare azioni per migliorare continuamente il sistema di gestione e le sue prestazioni in relazione ai fattori psicosociali.
In questo processo di miglioramento continuo vanno raccolte informazioni sulle opportunità di miglioramento nella gestione dei rischi psicosociali, sull’adempimento dei requisiti, sul raggiungimento degli obiettivi; vanno inoltre valutate le opportunità di attuazione di cambiamenti dando la priorità a quelli che hanno il maggior potenziale di miglioramento della salute psicologica, la sicurezza e il benessere sul lavoro.
Istituto informa propone due corsi sulla gestione del rischio stress e la promozione del benessere organizzativo fra i suoi corsi di sicurezza sul lavoro a catalogo:

Il benessere organizzativo in azienda dopo l’esperienza pandemica
Strumenti per ridurre le tensioni e migliorare il clima lavorativo
Valido come Aggiornamento per RSPP, ASPP, Datori di lavoro, Dirigenti, Preposti, RLS, Formatori e Coordinatori sicurezza cantieri (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.)
Valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato
alla luce dell’esperienza pandemica
Valido come corso di Aggiornamento per RSPP, ASPP, Datori di lavoro, Dirigenti, Preposti, RLS e Coordinatori per la progettazione e l’esecuzione dei lavori (D. Lgs. 81/08 e s.m.i.)
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