Come sta cambiando il mercato del lavoro e quali sono i rischi nuovi che stanno emergendo per la popolazione lavorativa italiana?
Il numero di luglio dei Dati INAIL sull’andamento infortunistico va oltre il dato di infortuni e malattie professionali per raccontare un mercato del lavoro dominato dall’invecchiamento della forza lavoro e dal calo demografico. Non solo, l’Istituto traccia una “storia” degli infortuni da Covid-19 e riassume le novità per la valutazione dei rischi alla luce dell’emersione del rischio “calore”.
Riportiamo di seguito i dati più significativi diffusi da INAIL

INAIL segnala i dati sulla popolazione e sulla popolazione lavorativa
Per quanto concerne il mercato del lavoro nel 2022
Secondo INAIL la crescita è stata di
in Agricoltura c’è stata una diminuzione di 39mila unità.

Dall’inizio della pandemia:
Il picco di massima concentrazione delle infezioni si è registrato a marzo e a novembre 2020 e a gennaio 2022.
Provenienza geografica delle domande:
La regione con più casi in valore assoluto è stata la Lombardia, seguita a distanza da Piemonte e Veneto.
Gli infortuni sul lavoro da SARS-CoV-2 si contraddistinguono per la prevalenza di casi femminili (poco meno di 7 eventi su 10). Le donne sono, infatti, maggiormente impiegate in settori particolarmente esposti al rischio di contagio, primo tra tutti l’ambito sanitario.
Gli infortunati hanno in oltre la metà dei casi meno di 50 anni (55,7%) e sono prevalentemente italiani (88,5%). I deceduti, al contrario, sono per lo più uomini (oltre 8 su dieci), sono più anziani (con quasi 1 su 5 ultra 64enne) e nella stragrande maggioranza sono italiani (90,7%).
Ma quali sono le professioni più colpite dalla Sars CoV-2?
La stragrande maggioranza delle infezioni professionali da SARS-CoV-2 riguarda la gestione assicurativa dell’Industria e servizi (95,9% per le denunce e 87,8% per i soli decessi), a seguire il Conto dello Stato (3,3% e 9,4%), minoritarie Agricoltura e Navigazione.
I settori più colpiti dal Covid-19 secondo INAIL nell’ultimo triennio pandemico
Quanto ai decessi da Covid-19 negli ultimi 3 anni, INAIL segnala che la sanità e assistenza sociale registra il maggior numero di decessi (21,0%), seguita dal trasporto e magazzinaggio (15,4%).

Nell’ultima parte del Report Dati INAIL, si fa riferimento al rischio da ondate di calore, soprattutto nei mesi estivi.
Il Decreto Caldo, come abbiamo visto ha cercato di fornire una tutela minima ai lavoratori esposti.
Nel Report INAIL ribadisce come la complessiva valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 17 del d.lgs.81/08 dovrebbe dunque prendere in considerazione gli eventuali impatti del cambiamento climatico sull’organizzazione, “operando un’accurata analisi e mettendo a punto specifiche misure di prevenzione e protezione: identificazione di ambienti di lavoro, attività e mansioni più esposte, determinazione dei lavoratori più vulnerabili, presenza di fattori aggravanti quali lo sforzo fisico (per esempio in cantiere o nei campi), predisposizione di procedure di lavoro ordinario o di emergenza, attuazione di misure sia di tipo strutturale e tecnico, sia di tipo organizzativo e individuale”.
Nel Report INAIL dettaglia una serie di misure protettive e preventive da mettere in campo, spaziando dalla rimodulazione degli orari e dei turni di lavoro alla installazione di ripari per creare ombra, alla fornitura d’acqua in più siti alle giuste pause con riduzione dell’esposizione nelle ore più calde fino alla fornitura di indumenti e Dpi anche per ridurre il rischio di eventuali contagi da agenti infettivi piani di evacuazione in caso di eventi estremi e gestione del ripristino dei luoghi di lavoro in sicurezza.
INAIL ricorda il risultato del progetto Worklimate che ha messo a punto una piattaforma a disposizione di singoli lavoratori, autorità di sanità pubblica e operatori della prevenzione per valutare, monitorare e contrastare l’esposizione occupazionale ad alte temperature.
Infine, INAIL ricorda che le aziende con “ambienti severi caldi (UNI EN ISO 7243, UNI EN ISO 7933) possono beneficiare di una riduzione del premio Inail per prevenzione, attraverso lo strumento dell’OT23 per i seguenti interventi: