La raccomandazione mira ad assicurare un approccio unitario sul “fracking” e passa in rassegna opportunità e sfide sulla fratturazione per l’estrazione degli idrocarburi
Il 22 gennaio scorso la
Commissione europea ha adottato
una raccomandazione sul rispetto della normativa comunitaria in materia
“fracking”, la tecnica di fratturazione idraulica ad alto volume utilizzata in particolare
nell’estrazione di gas di scisto.
La raccomandazione mira a definire
condizioni paritarie fra gli operatori, definire un quadro più chiaro per gli investitori e aiutare tutti gli Stati membri che abbiano intenzione di utilizzare tale tecnica a far fronte ai
rischi ambientali e per la salute, migliorando la trasparenza per la popolazione
Con al raccomandazione è stata pubblicata
una comunicazione che sintetizza
le opportunità e le sfide legate all’utilizzo della fratturazione per l’estrazione degli idrocarburi, in vista di un quadro integrato di
politiche per il clima e l’energia fino al 2030.
Nella Raccomandazione
si invita gli Stati a
– pianificare gli sviluppi e valutare i possibili effetti cumulativi prima di concedere le autorizzazioni;
– valutare attentamente l’impatto ambientale e i rischi;
– accertarsi che l’integrità del pozzo soddisfi le norme relative alle migliori pratiche;
– verificare la qualità dell’aria, dei terreni e delle risorse idriche locali prima di avviare le operazioni, al fine di monitorare eventuali variazioni e affrontare le emergenze;
– controllare le emissioni atmosferiche, comprese le emissioni di gas serra, attraverso la cattura dei gas;
– informare il pubblico in merito alle sostanze chimiche utilizzate nei singoli pozzi;
– assicurare l’applicazione delle migliori pratiche da parte degli operatori per l’intera durata del progetto.
I principi raccomandati vanno attuati entro 6 mesi a partire da dicembre 2014:
gli Stati dovranno informare ogni anno la Commissione circa le misure messe in atto, la quale a sua volta riesaminerà l’efficacia delle misure e dell’approccio scelto, tra 18 mesi.