I requisiti dell’ambiente luminoso in ambito lavorativo devono soddisfare esigenze sia di carattere produttivo che di tutela della salute dei lavoratori. In media ogni postazione di lavoro, in un ambiente ad uso ufficio, deve avere una intensità di illuminazione compresa tra i 300 Lux e i 500 Lux.
L’illuminazione degli ambienti di lavoro deve avvicinarsi il più possibile a quella naturale per consentire una buona visione e un corretto svolgimento del lavoro in tutte le ore del giorno e in tutte le stagioni.
Le principali grandezze fotometriche che caratterizzano l’ambiente luminoso indoor sono le seguenti:
rappresenta la quantità di energia luminosa emessa da una sorgente o ricevuta da una superficie nell’unità di tempo, ponderata secondo lo spettro di sensibilità standardizzato dell’occhio umano; è espresso in lumen [lm].
esprime il flusso luminoso di una sorgente emesso in una determinata direzione per unità di angolo solido; si misura in candele [cd = lumen/steradiante].
esprime il flusso luminoso incidente per unità di superficie illuminata.
L’unità di misura è il lux [lx] = [lm/m2]. L’illuminamento è una grandezza che rappresenta la quantità di flusso luminoso intercettata da una superficie e non dipende pertanto dalla posizione dell’osservatore
esprime in riferimento alle emissioni o riflessioni prodotte da un elemento di superficie il rapporto tra l’intensità luminosa prodotta in una determinata direzione di osservazione e la proiezione di tale superficie sul piano perpendicolare alla direzione (area apparente verso l’osservatore). La luminanza consente di valutare in modo soggettivo la quantità di luce in quanto dipende dalla posizione dell’osservatore.
L’utilizzo di luce naturale negli ambienti di lavoro, ad eccezione dei casi in cui esigenze produttive ne limitino o impediscano l’impiego, deve essere senz’altro favorito in quanto contribuisce al miglioramento della qualità e del comfort visivo, oltre che essere consigliabile per ragioni legate al risparmio energetico.
Negli ambienti di lavoro interni i principali parametri sui quali è necessario focalizzare l’attenzione sono i livelli di:
Il contributo luminoso fornito dalla componente artificiale delle sorgenti è finalizzato a compensare la carenza o la totale assenza (si pensi ad esempio ad attività notturne) dei contributi di illuminazione naturale, al fine di rispettare i requisiti illuminotecnici previsti in relazione alle caratteristiche dell’ambiente di lavoro, la destinazione d’uso e i compiti visivi che sono richiesti.
I parametri da considerare per una corretta gestione delle sorgenti di illuminazione naturale e/o artificiale in ambiente indoor sono molteplici: dal D.Lgs. 81/2008, alla norma UNI EN 12464-1:2021 relativa a “Luce e illuminazione – Illuminazione dei posti di lavoro – Parte 1: Posti di lavoro in interni”.
Il D.lgs. 81/08 all’Allegato IV, Requisiti dei luoghi di lavoro, Ambienti di Lavoro, al punto 1.10. Illuminazione naturale ed artificiale dei luoghi di lavoro, specifica quanto segue:
“A meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità delle lavorazioni e salvo che non si tratti di locali sotterranei, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale. In ogni caso, tutti i predetti locali e luoghi di lavoro devono essere dotati di dispositivi che consentano un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere di lavoratori”.
La norma UNI EN 12464-1 riporta i requisiti illuminotecnici per le postazioni di lavoro ai fini di garantire esigenze di prestazione visiva e comfort visivo. La norma fornisce valori di riferimento e indicazioni operative, per un’ampia varietà di ambienti e settori produttivi, dettagliati per singole attività o compiti. Sono considerati tutti i compiti visivi abituali, inclusi quelli che comportano l’utilizzo di attrezzature munite di videoterminali. Inoltre vengono definite indicazioni operative e metodi per una corretta valutazione dell’ambiente lavorativo.
Mantenere i corretti requisiti illuminotecnici delle postazioni di lavoro incide in maniera diretta anche con il livello di rischio presente in azienda.
Un’illuminazione insufficiente può comportare, infatti, la riduzione della capacità visiva con conseguenti disturbi fisici, diretti e indiretti, tra cui:
Le carenze dell’ambiente luminoso possono rappresentare, inoltre, un’aggravante e compromettere lo svolgimento dell’attività ed il movimento dei lavoratori in condizioni di sicurezza, incrementando così il livello minimo di rischio.
In fase di progettazione e valutazione dell’ambiente luminoso e verifica del rispetto dei principi di prevenzione occorre affidarsi a normative e documenti tecnici di riferimento che definiscono valori limite e requisiti dei parametri illuminotecnici di interesse.
Per mantenere delle buone condizioni di illuminazione occorre intervenire su:
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